Travolta ed uccisa dopo la discoteca, pm chiede 5 anni e 6 mesi

Travolta ed uccisa dopo la discoteca, pm chiede 5 anni e 6 mesi

RIMINI – E’ prevista per il 29 aprile la sentenza del processo per la morte di Samanta Moretti, la 22enne che fu travolta ed uccisa da un’auto pirata alle prime luci dell’alba dell’11 novembre del 2001 nei pressi della discoteca ‘’Mosquito’’ di Spadarolo. Per la tragica morte è imputato il 36enne Davide Biagini, accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e frode processuale. Il pm Marilù Gattelli ha chiesto cinque anni e sei mesi di reclusione e 2.500 euro di multa.


Tre anni e sei mesi sono stati chiesti per la prima accusa, due anni per la seconda, mentre la sanzione pecuniaria per le rimanenti. Biagini, davanti al giudice Carlo Masini, si è avvalso della facoltà di non rispondere. A mettere nei guai l’imputato è stata la Lancia Y10 Elefantino blu color azzurro metallizzato di proprietà della sua ex fidanzata e le dichiarazioni di quest’ultima che ha raccontato di trovarsi in Spagna nel fine settimana in cui avvenne la tragedia e che l’auto si trovava nelle mani di Biagini.


Quando fu convocato dai Carabinieri, il 36enne raccontò di aver usato la sua auto, una Renault Clio. Secondo la testimonianza degli amici, Biagini tornò sul luogo dell’incidente per recuperare uno specchietto perso nell’urto e che di fatto non venne trovato dalla polizia. Per questo motivo è scattata l’accusa di frode processuale.

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L’avvocato Moreno Maresi, che rappresenta l’assicurazione, ha chiesto al giudice di valutare che la Moretti si trovava in pratica in mezzo alla strada per evitare una pozzanghera nei pressi di una curva. Si sono costituiti parte civile il padre ed il fratello della vittima, assistiti dall’avvocato Fabio Barone. Prossima udienza il 23 aprile quando la parola passerà all’avvocato difensore Piero Venturi.

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