Tre nuovi sbarramenti vicino al delta per bloccare l'onda nera nel Po

Tre nuovi sbarramenti vicino al delta per bloccare l'onda nera nel Po

Tre nuovi sbarramenti vicino al delta per bloccare l'onda nera nel Po

BOLOGNA - Sono operativi nel tratto del Po fra Isola Serafini (Piacenza) e il delta i mezzi del ministero dell'Ambiente che, attraverso la predisposizione di tre sbarramenti lungo il corso del fiume, cercheranno di intercettare le quantita' residue degli idrocarburi sversati nel fiume Lambro.  E' quanto si legge in una nota del ministero. A Calto (Rovigo) e' gia' posizionata la barca 'Airone' che operera' prelevando idrocarburi a un ritmo di 60 tonnellate l'ora.

 

Le altre due unita' operative opereranno nelle zone piu' a valle del fiume, Guarda Veneta e all'incile del Po di Goro, assieme agli impianti skimmer per l'aspirazione di gasolio e olio combustibile. Domattina, intanto, l'Autorita' di Bacino del Po, secondo quanto fa sapere il ministero- avviera' un rilievo di dettaglio a monte di Isola Serafini fino alla foce del Lambro, consistente in una ricognizione in barca per rilevare i principali punti di deposito dove si e' ammassata la macchia di

idrocarburi.

 

Parallelamente, aggiunge la nota, saranno avviati gli accertamenti per una verifica della situazione della fauna nelle zone interessate dall'inquinamento. I tecnici del ministero dell'Ambiente, di concerto con l'autorita' di bacino, effettueranno i primi rilievi con particolare attenzione alla  situazione del delta che ospita una grande riserva naturalistica e rappresenta un ecosistema di grande delicatezza.

 

E nonostante l'onda nera, l'acqua a Ferrara e' potabile. Hera, comunque, ha gia' pronto il piano di

emergenza per garantire l'approvvigionamento alla citta', che la preleva proprio dal Po. I tecnici della multiutility, si legge in una nota, "presidiano l'impianto di Pontelagoscuro nel caso arrivi nei pressi della centrale di potabilizzazione l'onda scura".

 

Hera assicura "l'assoluta potabilita' dell'acqua che esce dai rubinetti", visto che nella rete arriva solo quella che ha superato le "continue e approfondite analisi a ciclo continuo". I controlli dell'acqua prelevata dal fiume vengono fatti spesso e 24 ore su 24. Quindi, se ci fossero anomalie verrebbe  immediatamente chiusa e si ricorrebbe ai bacini interni all'impianto.

 

"È inaccettabile che ci siano territori come quello di Ferrara o di Rovigo, che hanno una parte della loro economia legata al grande fiume tra cui la pesca, il turismo, all'agricoltura, che paghino un prezzo cosi' elevato per l'incuria di altri a monte", si sfoga Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara. Che se la prende col Governo "che ha tagliato le risorse", ora che c'era un piano per la governance del fiume e per i depuratori.

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