Tremano i lavoratori Inps. Circa 60 interinali a rischio in Emilia-Romagna

Tremano i lavoratori Inps. Circa 60 interinali a rischio in Emilia-Romagna

Tremano i lavoratori Inps. Circa 60 interinali a rischio in Emilia-Romagna

Sono sempre più in bilico i lavoratori interinali dell'Inps a causa del blocco del turn over, che non permette l'assunzione diretta da parte dell'Istituto, e del patto di stabilità, che impedisce il rinnovo dell'appalto all'agenzia interinale che gestisce questi circa 60 lavoratori in tutta l'Emilia-Romagna, (erano oltre 80 prima della scadenza di alcuni contratti il 31 dicembre 2010). Per questi 'superstiti' la nuova scadenza del contratto precario è per il 31 marzo.

 

"Al 31 marzo rischiamo di perderli tutti - spiega Manuel Valeriani, Felsa Cils - perchè sono tutti dipendenti della stessa agenzia e l'appalto scade. L'Inps non ha la possibilità di fare un altro concorso, per ora resta valida la graduatoria determinata dal concorso terminato nel 2008 e il patto di stabilità non permette un nuovo appalto all'azienda. Cerchiamo, tramite incontri a livello nazionale, l'approvazione di un emendamento che escluda l'Inps da questa normativa".

 

Insomma l'assunzione diretta da parte dell'istituto è bloccata, e comunque i posti spetterebbero a chi è in graduatoria da anni. Per questi precari che svolgono "mansioni fondamentali" non c'è soluzione per ora.

 

"La media è di una decina di interinali Inps per ogni provincia dell'Emilia-Romagna - conferma Giuseppe Ballani, segretario Uil Temp regionale - sono risorse che verranno sottratte all'Inps e per ora non abbiamo in mano alcuna risposta. Una soluzione sarebbe quella di un protocollo di intesa a livello regionale per percorsi di stabilizzazione di questi precari. Nell'arco del 2010 ne abbiamo già persi parecchi".

 

I sindacati (Felsa Cisl, Cgil Nidil e Uil Temp) si stanno muovendo unitamente a livello nazionale per cercare una soluzione in fretta, chiedendo la salvaguardia di tutti i posti di lavoro in somministrazione tuttora attivi presso l'Istituto, attraverso la modifica del decreto 78/2010. "Lo sciopero dello scorso 27 gennaio - conclude Valeriani - ha visto un'adesione del 90%".

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