Treni, attenzione al consigli del bigliettaio: deve fare cassa. La denuncia della Cisl

Treni, attenzione al consigli del bigliettaio: deve fare cassa. La denuncia della Cisl

Treni, attenzione al consigli del bigliettaio: deve fare cassa. La denuncia della Cisl

BOLOGNA - Quante volte in coda per fare il biglietto in stazione il bigliettaio, magari tra l'impazienza dei viaggiatori che aspettano, si attarda a dare le informazioni più dettagliate alla classica vecchietta che deve fare un lungo viaggio e vuole capire tutte le possibilità? Purtroppo il bigliettaio non sarà più una figura così affidabile: infatti dovrà raggiungere il più alto budget possibile e quindi alla vecchietta non consiglierà la miglior possibilità e il servizio più adeguato a lei, ma probabilmente il più costoso. E' la denuncia della Cisl.

 

E' l'ultima degenerazione delle Ferrovie. In Emilia-Romagna nelle bacheche delle Fs sono comparse speciali classifiche. Servono infatti ad elencare gli incassi medi ottenuti da ogni addetto alla biglietteria durante il suo turno di lavoro. E non solo: indicano anche il livello di guadagno da conseguire e i nomi degli operatori che non lo superano. C'e' anche il dato di chi invece raggiunge il 'break even', va oltre l'incasso minimo, senza pero' svelare nome e cognome di chi ce la fa.

 

"Sono graduatorie, pagelle dei 'buoni' e 'cattivi'", sbotta la Fit-Cisl dell'Emilia-Romagna che ha deciso di non tollerare oltre la cosa: dopo due lettere ai responsabili del settore Vendite, ha messo in campo un avvocato. E cosi' Stella Pancari, legale del sindacato, due giorni fa ha scritto a Trenitalia e al responsabile Vendite, Giovanni Sciarrone, per diffidarli dal continuare "a tenere comportamenti lesivi dei diritti dei lavoratori", chiedendo anche di togliere subito dalle bacheche le graduatorie.

 

Infatti, scrive il legale (lettera sul sito della Fit dell'Emilia-Romagna), e' "gravissimo il comportamento datoriale relativamente alla pubblicazione sui luoghi di lavoro di una tabella indicante gli incassi medi conseguiti da ciascun lavoratore durante il proprio turno di lavoro nonche' la fissazione di un livello minimo di incassi a cui far riferimento con tanto di indicazione del  nominativo dei lavoratori che durante il loro turno di lavoro hanno superato detta soglia".

 

Tra l'altro, aggiunge l'avvocato, non si capisce come sia stata fissata la soglia minima di incassi e perche', dato che questi operatori non vendono "biglietti ferroviari al miglior offerente" per "realizzare la somma piu' alta possibile", ma espletano una mansione "a favore di viaggiatori che chiedono un servizio in base a esigenze soggettive". Quindi: o le Fs tolgono le graduatorie sui 'bravi' venditori di biglietti, o l'avvocato della Cisl proseguira' per "vie legali in sede civile e penale".

 

Era da un po' che la Fit insisteva con questa richiesta. Il 14 luglio scorso, Aldo Cosenza, segretario regionale Fit, avvertiva l'azienda che per la sua sigla non era "piu' disponibile a tollerare comportamenti aziendali tesi ad esercitare discriminazioni" sui lavoratori e, pertanto, "ogni abuso ed ogni comportamento disdicevole" sarebbe stato denunciato. Perche' gli addetti alle vendite non possono essere "tenuti sotto controllo da pagelle affisse nelle bacheche. Questo documento nulla ha a che vedere con l'espletamento del servizio di Vendita". Per la Fit-Cisl c'e' un problema di "violazione della riservatezza, della liberta' e dignita' del lavoratore". Peraltro, il controllo

del datore di lavoro deve rispettare limiti stabiliti per legge.

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