Treni, software biglietterie difettoso e i bigliettai pagano di tasca propria

Treni, software biglietterie difettoso e i bigliettai pagano di tasca propria

Treni, software biglietterie difettoso e i bigliettai pagano di tasca propria

BOLOGNA - Si inizia da "sedie rotte e stampanti mal funzionanti"; si prosegue con i biglietti di carta "di formato non adatto alle stampanti" e si finisce con il problema delle "anomalie del software utilizzato agli sportelli" per cui titoli di viaggio "che risultano invenduti o annullati" vengono "contabilizzati a debito e non a credito dell'operatore". Cioe' i soldi mancati li deve mettere di tasca propria chi ha emesso questa sorta di 'biglietti fantasma'.

 

Di ripianare di tasca propria gli errori "succede sempre piu' spesso" anche al personale di vendita delle Fs in Emilia-Romagna e, per questo, i sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e

Orsa) hanno deciso di segnalare la cosa nella lettera con cui pochi giorni fa hanno chiesto un incontro ai nuovi dirigenti del settore.

 

"Purtroppo c'e' qualche falla" nei meccanismi di emissione dei biglietti, spiega Alberto Ballotti (Filt); ad esempio: capita che si avvii la procedura per consegnarlo al viaggiatore, il sistema pero' va in tilt, e allora si rifa' tutto daccapo; pero', poi, a fine giornata, i biglietti emessi risultano due, ma solo uno e' pagato. Cosi' tocca all'operatore lasciare in cassa il denaro mancante.

 

"E' pur vero che questi lavoratori hanno una speciale indennita' di due euro per le mansioni che svolgono- spiega Daniela Impagnatiello (Fit-Cisl)- ma sono al massimo 40 euro al mese e basta dover coprire un biglietto da 50 euro che se ne sono andati...". Fatto sta che quello delle 'anomalie' del sistema software utilizzato agli sportelli "e' un problema molto sentito: chi va a lavorare non dovrebbe rimetterci di tasca propria", rimarca la sindacalista.

 

E cosi' il tema e' finito nella lettera ai dirigenti Fs come una delle questioni su cui l'azienda e'

"tenuta a dare risposta" ai dipendenti del settore vendita e assistenza, in stato di agitazione da questo inverno. (Dire)

 

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