Treviso, l'impiegata-'lucciola' era in malattia per stress

Treviso, l'impiegata-'lucciola' era in malattia per stress

Treviso, l'impiegata-'lucciola' era in malattia per stress

TREVISO - Si trovava a casa dal lavoro per forte stress. Uno stato che le ha consentito di ‘strappare' un periodo di malattia lungo sei mesi. Ma nel frattempo la donna, la cinquantenne impiegata pubblica di 50 anni di Ponzano, si prostituiva in un appartamento nella zona Nord di Treviso che le era stato messo a disposizione da un amico, attualmente indagato con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione. Secondo alcune indiscrezione, l'impiegata pubblica sarebbe stata trasferita in un ufficio interno in attesa dell'epilogo delle indagini. Il caso ha scatenato le reazioni dei politici. Sul caso è intervenuto anche il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta: "Il pesce puzza sempre dalla testa ­- ha detto -. Come in tutti gli enti pubblici anche in questo caso ci sono dirigenti tenuti a vigilare e chiamati a rispondere delle malefatte dei loro sottoposti".

 

L'INCHIESTA - Le indagini sono scattate in estate in seguito alle lamentele di alcuni residenti e alimen­tata dalle voci del paese che aveva notato un andirivieni di persone scono­sciute anche di giorno. Uomini mai visti prima che entravano in quel­l'appartamento che la gente riteneva essere di proprietà di un uomo. Sono così partiti gli accertamenti delle forze dell'ordine. E già nei primi controlli è emerso che in quell'appartamento si consumavano incontri sessuali a pagamento. La donna si procacciava i clienti con annunci del tipo "Debora, quarant'an­ni, riceve amici a Treviso Nord".

 

In evidenzia anche un numero di telefo­no, che periodicamente cam­biava. La prostituta è stata poi identificata: inusua­le e inaspettata. Il suo no­me, infatti, ha portato gli inquirenti nel cuore di Treviso, in un ente pubblico cittadino, dove la donna fa l'impiegata. Gli accertamenti hanno consentito di appurare che la si­gnora era spesso in malattia per banali malanni di stagione, influen­ze e ricadute, dolori di mezza età. I giorni di riposo spesso diventavano settimane. E questi coincidevano con il periodo delle lamentele e delle segnalazioni.

 

VOLEVA UN'ALTRA CASA - Dalle prime informazioni raccolte, la donna stava per comprare una seconda casa, e quindi aveva bisogno di denaro. Tuttavia ha commesso l'errore di prostituirsi fuori dalle mura domestiche, nell'appartamento dell'amico al quale sta pagando il mutuo. Quest'ultimo è stato accusato di favoreggiamento del­la prostituzione. La posizione della dipen­dente pubblica è invece anco­ra al vaglio degli inquirenti. L'impiegata rischia una condanna per truffa ai danni dello Stato per il mancato servizio reso in ufficio nei giorni di as­senza. Una bega evitabile se durante i periodi di assenza avesse deciso di dedicarsi al mestiere più vecchio del mondo in casa propria, in quanto dal punto di vista legale non poteva esservi alcuna conseguenza pratica.

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