Truffa da un miliardo di lire: condannati in due

Truffa da un miliardo di lire: condannati in due

FORLI’ - Avevano ideato una truffa che fruttò circa un miliardo di lire, di cui se ne sono perse le tracce assieme a due complici. La Corte presieduta da Orazio Pescatore ha condannato a quattro anni di reclusione il 61enne Bernardino Conti e due anni il forlivese Cesare Romagnoli, ex direttore di banca di 49 anni. Quest’ultimo dovrà anche risarcire la somma di 516 mila euro, cioè il miliardo di vecchie lire che venne sottratto ad un venditore che voleva vendere un immobile.


Il pm Alessandra Serra aveva chiesto per Romagnoli e Conti rispettivamente tre e cinque anni di reclusione. I due vennero arrestati dai Carabinieri della stazione del Ronco e del Nucleo Operativo di Forlì in seguito alla denuncia presentata dalla vittima.


I fatti risalgono al luglio del 2001 quando il 61enne contattò il venditore di un immobile nel riminese, dicendogli di avere un acquirente pronto all’acquisto per la somma di 10 miliardi delle vecchie lire. Per l’intermediazione Conti chiese un miliardo da depositare in un conto corrente intestato al proprietario di una banca del centro di Forlì, che poi sarebbe entrato nella disponibilità del mediatore.


Secondo il quadro accusatorio, il forlivese, che si è dichiarato estraneo ai fatti, è responsabile di aver organizzato in parte la truffa. L’uomo, poco prima del raggiro, si era licenziato dalla banca dove lavorava. Da lui, si erano già presentate due persone ben agghindate che si spacciavano per commercialisti e uomini d’affari. Non potendo più seguirli personalmente, li ha presentati ad un collega, che dirigeva un altro istituto di credito cittadino.


E qui c’è stata la svolta. I complici raccontarono di avere una grossa vendita immobiliare in ballo. Avrebbero guadagnato 14 miliardi, ma avevano bisogno di offrire una garanzia pari ad un miliardo prima di concludere l’affare. Il ruolo giocato dall’ex direttore di banca, inconsapevole secondo i difensori, complice secondo l’accusa, è stato fondamentale per convincere i responsabili del secondo istituto della buona fede ed affidabilità di quei personaggi sconosciuti.


Il 2 luglio il venditore si presentò in banca, accompagnato da un rappresentate di una finanziaria, con in mano il miliardo. Ad attenderlo i due attori che, arrivando in anticipo al direttore di banca, vestirono i panni del titolare della banca e del suo vice. Quest’ultimo si fece consegnare la somma di 5 milioni per aprire un vero conto corrente. In questo modo riuscì ad entrare in possesso dei documenti bancari originali. Il “direttore”, poi, concluse la trattativa, consegnando alla vittima le ricevute dei versamenti.


Di quei 995 milioni di lire non si seppe più nulla, così come dei due complici attori di Romagnoli e Conti che vennero arrestati dai Carabinieri. La vicenda si è conclusa con la condanna in primo grado inflitta dai giudici del Tribunale di Forlì per il solo reato di truffa.

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