Tubercolosi, il pericolo arriva dall'Europa dell'est

Tubercolosi, il pericolo arriva dall'Europa dell'est

Tubercolosi, il pericolo arriva dall'Europa dell'est

Nessun allarme, ma occhi bene aperti: la tubercolosi non è stata ancora debellata, e quindi è meglio essere prudenti. La malattia, conosciuta anche come tisi, e che prevalentemente attacca i polmoni, sta ritornando nel nostro paese a causa del notevole flusso migratorio proveniente dall'Europa dell'est, in particolare dopo l'apertura delle frontiere a diversi paesi.


Di questo si è parlato al 109° Congresso Nazionale dei medici internisti, dove è stato presentato un dettagliato quadro dello sviluppo e della localizzazione della malattia.

 

I numeri confermano che la tubercolosi non è stata ancora sconfitta: in Italia sono stati denunciati circa 4500 casi di tisi, che potrebbero arrivare a seimila se fossero riconosciuti anche i casi ancora non verificati. In pratica uno ogni dieci mila abitanti.

 

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A sostegno dei numeri arriva anche la dichiarazione di Luigi Ruffo, responsabile del Centro Regionale di riferimento per la Tubercolosi, dell'Istituto Villa Marelli, che afferma come un caso su due riguardi immigrati in Italia, spesso dalla Romania, Ucraina, Moldavia e Bulgaria.

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