Tucker, lo sfogo di una vittima: ''Non ne potevo più, volevo ammazzarlo''

Tucker, lo sfogo di una vittima: ''Non ne potevo più, volevo ammazzarlo''

RIMINI – “Non ne potevo più, volevo ammazzare Eusebi”. E’ la drammatica testimonianza di una vittima nel corso del processo Tucker alla Corte d’Assise a Rimini, che vede indagate 53 persone tra le quali il titolare Mirco Eusebi e la moglie, Ivana Ferrara. I due organizzavano seminari orrore all’agriturismo “Casella” al prezzo di 6-700mila lire, per consentire ai loro adepti di espiare i loro peccati, liberarsi di paure e debolezze per diventare dei bravi venditori.


Gli aspiranti venditori erano costretti in nome di Dio ad annotare le loro debolezze su un block notes. Quindi Eusebi e la propria consorte decidevano la punizione. A molti è toccato anche dover portare la croce. “Ad un certo punto non ci ho visto più e l’ho scagliata contro un collaboratore” ha dichiarato un testimone. Alcuni venivano addirittura legati con una corda ad una colonna e schiaffeggiati.

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Al processo ha partecipato anche un collaboratore di Eusebi, Andrea Agostinelli, che ha raccontato di aver fatto presente dell’inutilità del “tubo”, ma che i suoi superiori facevano finta di nulla. Quindi ha confermato alcune violenze subite dagli aspiranti venditori. Sono 2mila le persone che si sono costituite come parti civili.

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