Tumore al seno, basso screening al Sud e sulle Isole

Tumore al seno, basso screening al Sud e sulle Isole

Tumore al seno, basso screening al Sud e sulle Isole

ROMA - Poco più del 60% delle donne aventi diritto accede ai controlli periodici, con un forte squilibrio tra Centro-Nord e Sud, riceve l'invito a sottoporsi alla mammografia. Circa 3 milioni di italiane non sono coinvolte. E' la denuncia a quasi 20 anni dall'avvio dei programmi biennali di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno che Annus Salute Donna a consegnato al viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio in un manifesto con oltre 10mila firme.

 

Questo affinché sia garantito il diritto alla prevenzione, in modo omogeneo in tutto il territorio italiano. Prima firmataria della mozione l'Onorevole Gabriella Carlucci che ha fortemente sostenuto l'iniziativa. La percentuale di donne che accedono ai controlli periodici è fortemente squilibrata fra il Nord e il Centro, dove varia tra il 70 e l'80%, e il Sud e le Isole dall'altro, dove si supera di poco il 25%.

 

Il tumore al seno (neoplasia più frequente tra le donne) conta circa 37mila nuovi casi ogni anno, di cui il 30% riguarda coloro che non hanno ancora compiuto 50 anni, il 45% nella fascia d'età compresa fra i 50 e 70 anni ed il 25% per le over 70. L'incidenza della malattia è in crescita: infatti una donna su otto è destinata a sviluppare questa neoplasia. La mortalità del tumore al seno si è ridotta molto negli ultimi anni, grazie anche ai rivoluzionari progressi nelle terapie.

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