Turismo, Confesercenti: "Calo in Emilia-Romagna, ma meno del previsto"

Turismo, Confesercenti: "Calo in Emilia-Romagna, ma meno del previsto"

Turismo, Confesercenti: "Calo in Emilia-Romagna, ma meno del previsto"

Stagione al di sotto della norma, ma non quanto ci si aspettava per il turismo in Emilia-Romagna. Secondo i dati di Confesercenti regionale, infatti, il settore nel 2008 ha registrato una flessione dell'1,4% rispetto al 2007 in termini di presenze. Un dato che però non allarma l'associazione, che fa notare come il turismo emiliano-romagnolo nel trimestre giugno-agosto abbia "tenuto le posizioni, soprattutto se confrontato con i dati meno favorevoli di altre destinazioni italiane".

 

Una stagione estiva che, in effetti, era partita piuttosto male tra maltempo e crisi economica, che ha da un lato provocato una significativa riduzione della la capacità di spesa dei turisti, e dall'altro causa un considerevole aumento dei costi per gli operatori. Insomma, la stagione non è positiva ma almeno "non ci sono state le temute perdite che si prevedevano a inizio stagione", fa notare l presidente regionale di Asshotel-Confesercenti, Claudio Della Pasqua.

 

Il dato più  negativo riguarda le località termali (-2%) e quelle dell'Appennino (-1,9%) mentre gli operatori della costa denunciano cali minori, intorno all'1%, determinati soprattutto da una ridotta presenza di stranieri (-1,2%): nell'estate 2008 infatti, secondo gli operatori coinvolti nell'indagine, in Emilia-Romagna sono arrivati meno turisti da altri paesi.

 

"C'è tuttavia un elemento negativo da segnalare - fa notare Della Pasqua -, quello della redditività aziendale. Tutto è aumentato tranne le tariffe alberghiere, e il divario tra costi e ricavi dunque è sempre più compresso". D'accordo con lui è Stefano Bollettinari, segretario Confesercenti Emilia-Romagna: "Ancora una volta la straordinaria tenacia dei nostri operatori turistici ha consentito di far fronte ad una stagione difficile- sottolinea- ma è indubbio che per affrontare il futuro occorre una maggiore competitività di alcuni fattori strategici del sistema territoriale, come le infrastrutture e i trasporti, e una strategia turistica nazionale più efficace".

 

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L'indagine di Confesercenti su 445 operatori del settore, mostra un incremento sempre più significativo del turismo "mordi e fuggi". Il movimento del fine settimana sarebbe pari al 38% dei flussi di tutto il trimestre: questo segmento di domanda incide di più sugli stabilimenti balneari (per il 69%) e sui pubblici esercizi (per il 50%) ma si fa sentire anche nelle strutture ricettive, dove il 33% del flusso turistico è costituito dai vacanzieri del finesettimana.

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