Turismo, Forlimpopoli: nasce 'Casa Artusi'

Turismo, Forlimpopoli: nasce 'Casa Artusi'

FORLIMPOPOLI – Il consiglio provinciale Forlì-Cesena ha approvato nella seduta di martedì lo statuto di “Casa Artusi”, la nuova Società Consortile a responsabilità limitata composta dalla Provincia (con una quota del 20%), dal Comune di Forlimpopoli (60%) e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (20%) per un capitale sociale complessivo di 100mila euro.

A illustrare il nuovo strumento di promozione turistica è l’assessore provinciale al Turismo, Luciana Garbuglia: “Sarà un centro di cultura eno-gastronomica italiana polifunzionale strutturato con annessa una cucina–laboratorio – spiega – fungerà da perno per le attività eno-gastronomiche, storiche e culturali che avvicineranno il territorio all’identità culturale attraverso la memoria biografica di un grande personaggio conosciuto in tutto il mondo come Pellegrino Artusi (foto)”.

La Provincia si impegna complessivamentea ad un esborso di 40mila euro: 20 mila è la quota sociale versata, mentre i restanti 20mila andranno a finanziare l’avvio dell’attività e a supportare le azioni di marketing. Il protocollo di intesa che sarà sottoscritto ha validità triennale e sarà soggetto a verifica. La presenza nella società consortile sarà prestata a titolo gratuito da tutti i consiglieri.

Il capogruppo di Forza Italia , Stefano Gagliardi, ha fatto alcuni rilievi in merito al rischio che ‘Casa Artusi’ potesse diventare “l’ennessimo carozzone della sinistra”. Per Gagliardi, infatti, “l’idea è buona, ma il progetto no. Ci troveremmo a commercializzare prodotti eno-gastronomici locali? Ridicolo! Si tende semmai a creare l’ennesima enclave diessina”.

Per Maurizio Brunelli, capogruppo della Margherita, “la rilevanza che può assumere questa iniziativa anche nel quadro del progetto di Marketing territoriale scaturito all’interno del Patto per lo sviluppo”, fungerà da volano per la promozione “non soltanto in ambito locale ma certamente nazionale ed internazionale”.

Positiva l’iniziativa per Giovanni Lucchi, capogruppo del Pri, che pone però alcuni interrogativi “sulla necessità” della Provincia di aderire con propria una quota alla costituzioni di tante società presenti sul territorio: “Il fine dell’iniziativa è lodevole, ma il problema, ieri per il ‘Diego Fabbri’ così come oggi per l’”Artusi”, è meramente politico – dice Lucchi -. Credo la Provincia debba giocare questo ruolo soltanto nella fase di avvio di una società, ma poi conclusa la fase di start up è fondamentale per l’ente pubblico riconquistare un ruolo di gestione dell’ordinario: scuole, strade e quant’altro”.

Il capogruppo del Pdci, Tinin Mantegazza, ironizza confessando: “Per me la gastronomia è un atto di fede”. Entrando nel merito, però, il consigliere di Rifondazione ha precisato: ”Non è un’iniziativa dei Ds ma bensì del Comune di Forlimpopoli, è un’iniziativa lodevole e di spessore non soltanto locale ma anche internazionale”. Un progetto talmente positivo che per Tinin Mantegazza è opportuno che“aderiscano alla Società Consortile di “Casa Artusi” anche le altre due Province romagnole di Rimini e Ravenna”.

Il capogruppo di Rifondazione Comunista Pier Giorgio Poeta giudica “di valore” il progetto di “Casa Artusi”: “Ogni perplessità iniziale avanzata anche da noi in Commissione è stata nel frattempo fugata”. Il capogruppo di Alleanza Nazionale Vittorio Dall’Amore con un paradosso ribadisce la necessità di interrompere l’erogazione di denaro pubblico “in favore di convegni e incontri che inneggiano all’epopea resistenziale, ma accentuando nel contempo l’eterno clima di guerra civile nel nostro Paese che ci divide da 60 anni. Ovvero, meglio spendere 20 mila euro in favore di Casa Artusi piuttosto che inneggiare … al bandito Passatore”.

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Il capogruppo dei Ds Daniele Zoffoli difende pienamente l’obiettivo, lo strumento e le modalità che hanno portato la Provincia tra i soci fondatori della nuova Società Consortile di “Casa Artusi” e definisce “contraddittorie le critiche avanzate dall’opposizione del centrodestra che più volte ha chiesto alla stessa amministrazione provinciale di favorire il ‘matrimonio’ fra turismo, cultura e patrimonio locale. L’idea , nonostante le critiche , è buona , sarà costruita una vera e propria ‘nicchia di eccellenza’ e di qualità eno-gastronomica nel nostro territorio. Alla fine saranno i cittadini a giudicare. Si tende a creare l’ennesima enclave diossina? Come no – ironizza Zoffoli –, tutti sanno che lo stesso Artusi era iscritto … ai Democratici di Sinistra!”.

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