Turismo, gli operatori respingono la tassa di soggiorno: "Meglio alzare le aeroportuali"

Turismo, gli operatori respingono la tassa di soggiorno: "Meglio alzare le aeroportuali"

Turismo, gli operatori respingono la tassa di soggiorno: "Meglio alzare le aeroportuali"

No alla tassa di soggiorno. La posizione degli albergatori e operatori turstico-commerciali dell'Emilia-Romagna è netta e chiara. Confcommercio e Confesercenti bocciano l'ipotesi che per far fronte al calo di risorse pubbliche si possa far ricorso ad una tassazione straordinaria che andrebbe a pesare, soprattutto, sugli albergatori e sui turisti (già vessati da una condizione economica generale tutt'altro che positiva, fanno notare le associazioni).

 

"Il turismo è il settore più importante su cui puntare per lo sviluppo dell'intera economia - sostiene Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna - e specialmente in questa fase difficile, avrebbe bisogno di incentivazioni e di politiche adeguate invece di un balzello che ne andrebbe a compromettere la competitività in un periodo in cui calano le presenze e i fatturati delle imprese e in cui  sarebbe necessario riconquistare quote di turismo internazionale".

 

"E' evidente che manchino risorse - commenta Ascom Cervia -, vorremmo aggiungere soprattutto nel settore del turismo dove non sono mai state molto generose, ma non è pensabile nei momenti di bisogno rivolgersi sempre alle tasche degli albergatori e dei loro clienti".

 

"Le imprese ricettive in questi ultimi anni hanno subito un continuo aumento di costi - continua Claudio Della Pasqua, Presidente Asshotel-Confesercenti Emilia Romagna - mantenendo bassi i prezzi e incrementando offerte e promozioni, se venisse introdotta un'ulteriore gabella sarebbe un danno per l'economia turistica già molto penalizzata e condizionata dalla bassa capacità di spesa dei consumatori. Teniamo conto inoltre che abbiamo un'IVA più alta rispetto ai nostri competitori europei".

 

"Siamo consapevoli che il mercato è sempre più difficile, i nostri competitor godono quasi sempre di condizioni più agevolate rispetto alle nostre - riprende Ascom Cervia -, dobbiamo distinguerci nelle nostre offerte e nei nostri servizi puntando sulla qualità, una tassa di soggiorno renderebbe ancora una volta più difficile la nostra mission".

 

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"Ci sentiamo invece di appoggiare l'aumento delle tasse aeroportuali - aggiungono i commercianti cervesi - che speriamo di vedere presto anche in Italia: l'ultima notizia arriva dalla Germania che prevede di incassare oltre un miliardo di euro attraverso una tassa ecologica sui viaggi aerei penalizzando i voli più lunghi, ma anche la Gran Bretagna applica una tassa simile sin dal 2007 e pensiamo che questi casi possano essere presi come esempio anche e soprattutto dal nostro Paese".

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