Turismo, il fiume Po 'studia' per diventare grande

Turismo, il fiume Po 'studia' per diventare grande

Turismo, il fiume Po 'studia' per diventare grande

Attracchi, piste ciclabili, segnaletica, centri d'informazione, itinerari enogastronomici, una guida e un portale per la promozione unitaria del turismo fluviale sul Po. Di lavoro, per far diventare il principale fiume italiano una meta turistica a livello dei grandi fiumi europei come Senna, Danubio o Tamigi, ne è stato fatto molto. Ma si può ancora crescere: è quanto emerge dalla ricerca KPL, che ha analizzato lo stato dell'offerta turistica dei territori del fiume Po.

 

Non esiste, per esempio, un annuario aggiornato degli operatori del turismo fluviale di nessuna delle quattro regioni attraversate dal fiume; fiume che in genere viene presentato da istituzioni e privati nel limite del proprio confine amministrativo geografico, mentre le informazioni sull'offerta fluviale sono quasi sempre "mascherate" dietro proposte di turismo naturalistico, o alla generica voce "itinerari". E' quanto emerge, in sintesi, dalla ricerca KPL (Knowledge Po Leadership), realizzata dallo Studio Giaccardi & Associati all'interno del progetto interregionale "Valorizzazione turistica fiume Po" e coordinata dal Servizio turismo e Qualità Aree turistiche della Regione Emilia-Romagna, presentata oggi a Bologna. La ricerca KPL ha analizzato lo stato dell'offerta turistica dei territori del Po per fornire a istituzioni e operatori privati di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto (le quattro regioni coinvolte nel progetto) ulteriori elementi per orientare scelte e strategie in modo tale che i 652 chilometri di lunghezza del Po, dal Monviso al Delta, possano diventare una destinazione turistica di successo a livello internazionale.

 

"Il Po è una potenziale destinazione turistica - ha sottolineato l'assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Guido Pasi - . Si tratta di farla diventare da potenziale a reale, preservando la naturalità del fiume e del suo contesto, e attuando gli interventi necessari. Occorre costruire insieme al territorio e alle imprese un'offerta turistica sostenibile, coordinata e qualificata".

 

 

L'indagine KPL
Dall'analisi condotta su 50 tra operatori, amministrazioni e società del territorio delle quattro regioni del Po, emerge come l'80% dei flussi turistici nei territori del fiume sia riconducibile all'escursionismo, cioè visite senza pernottamento. Il 67% degli intervistati pensano che l'offerta turistica sia soprattutto legata al territorio e non al fiume, mentre la quasi totalità ritiene che il turismo fluviale sia un prodotto in grado di attrarre prevalentemente gruppi e famiglie (mentre l'indagine sulla domanda rivela l'esatto contrario: il turismo fluviale è per il 90% turismo individuale). Infine, il 97% di operatori, amministrazioni e società del territorio sono d'accordo sulla promozione del Po come prodotto turistico unitario e sulla realizzazione di un portale web comune alle quattro regioni. Su 47 operatori stranieri intervistati, il 70% non tratta il Po come prodotto turistico e non ha relazioni con il suo sistema turistico e territoriale.

 

 

Progetto interregionale "Valorizzazione turistica fiume Po"
La ricerca KPL fa parte del progetto interregionale "Valorizzazione turistica fiume Po" finanziato con la legge nazionale 135 del 2001 e promosso dalle quattro Regioni attraversate dal Po - Emilia-Romagna (capofila), Lombardia, Piemonte e Veneto - con un investimento congiunto di 8 milioni di euro. Nel progetto interregionale, dal 2005 a oggi, oltre alle attività di ricerca e studio, sono stati finanziati diversi interventi tra cui la realizzazione di attracchi, il collegamento delle piste ciclabili, segnaletica fluviale, la creazione di percorsi gastronomici, sostegni alle imprese per la riqualificazione di strutture ricettive o per lo sviluppo di servizi turistici, la prima guida turistica unitaria sull'intera asta fluviale del Po in collaborazione con Touring Club, interventi promozionali con mostre e spettacoli e interventi di qualificazione e formazione per operatori. Tappa conclusiva del progetto interregionale, la realizzazione del portale interregionale Po RIVER per la promozione unitaria del turismo fluviale del Po, dal Monviso al Delta e comune a tutte le quattro Regioni.

 

Il turismo nei territori del Po dell'Emilia-Romagna
Nei territori del Po dell'Emilia-Romagna, l'offerta turistica significa 234 strutture alberghiere per 14.676 posti letto, e 358 extra-alberghiere per 29.718 posti letto; 460 chilometri di fiumi e canali navigabili, 3 porti fluviali (Boretto, Ferrara, Porto Garibaldi), 4 conche (Monticelli D'Ongina, Pontelagoscuro, Valpagliaro, Valle Lepri), 36 attracchi pubblici e privati, 8 operatori fluviali mappati sul web, per oltre 15 motonavi disponibili. Per quanto riguarda il comparto "arte e cultura", ci sono 6 città d'arte (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna), 23 borghi antichi sul Po, e 87 musei di cui 13 dedicati al Po. Sul versante dell'enogastronomia, l'intera area può contare su 5 strade dei vini e dei sapori, 26 sagre e rassegne enogastronomiche (censite nel solo mese di novembre 2009), 326 ristoranti di qualità segnalati dalla guida Touring Club, 7 zone di produzione di salumi e formaggi tipici, 18 prodotti a marchio Dop e Igp, 5 vini Doc. Da segnalare il Parco regionale Delta del Po con 5 Centri visita, 12 Oasi, più riserve e altre 34 aree naturali. Per quanto riguarda il cicloturismo, 6 le piste ciclopedonali di lunga percorrenza prevalentemente in sede propria (317 km); 19 le piste ciclabili fruibili, in sede promiscua (per 947 km).

 

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