''Uccidiamo Berlusconi'', Procura di Roma apre un'inchiesta

''Uccidiamo Berlusconi'', Procura di Roma apre un'inchiesta

La pagina di Facebook finita nel mirino della Procura di Roma

ROMA - "Uccidiamo Berlusconi". E' questo il nome di un gruppo di Facebook fondato nel settembre del 2008 finito nel mirino del procuratore di Roma, Giovanni Ferrara, dell'aggiunto Nello Rossi e del pm Andrea De Gasperis, che hanno aperto un fascicolo d'inchiesta per il reato di minacce gravi. La polizia postale sta inoltre monitorando il social network per valutare se tra i gruppi contro il premier sia ravvisabile il reato di istigazione a delinquere.

 

Il gruppo conta oggi più di 13mila iscritti. Lo scorso 12 ottobre l'amministratore ha scritto di prendere "la direzione del gruppo abbandonato dalla precedente amministrazione e non potendone cambiare il nome dichiaro questo un gruppo di affermazioni bizzarre. Personalmente non voglio uccidere nessuno, non voglio incitare nessuno a violare la legge".

 

Non si esclude l'adozione di misure cautelari come l'oscuramento, tramite l'intervento della polizia postale. Per rimuovere le pagine dal social network occorrerebbe agire tramite rogatoria internazionale che deve essere richiesta dalla magistratura. Infatti il server su cui gira Facebook è a Palo Alto, in California e dunque l'Italia non può intervenire direttamente.

 

E' possibile, invece, chiedere alla società americana la chiusura della pagina in tempi rapidi. Ma se ciò non è accompagnato dalla richiesta di sequestro preventivo, si andrebbero a perdere tutti i dati relativi alla pagina stessa. Questo renderebbe impossibile risalire all'utente, o agli utenti, che l'hanno creata.

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