Ucciso da ubriachi ad Alba Adriatica, blitz contro rom

Ucciso da ubriachi ad Alba Adriatica, blitz contro rom

TERAMO - Si è trasformata in spedizione punitiva la fiaccolata in ricordo di Emanuele Fadani, il commerciante di 37 anni, morto nella nottata tra martedì e mercoledì ad Alba Adriatica, provincia di Teramo, per i colpi ricevuti durante una rissa con alcuni nomadi italiani del posto. Oltre 200 persone si sono staccate dal corteo di mercoledì sera, sfogando la loro rabbia, rovesciando auto e lanciando pietre contro le case degli indagati. L'intervento delle forze dell'ordine ha ristabilito la calma.

 

In precedenza poco prima delle 19 un gruppo sempre più numeroso di cittadini si è spostato verso la vicina caserma dei carabinieri per inveire contro due dei tre rom indagati e ancora trattenuti nell'edificio. Momenti di tensione si sono registrati quando le auto dei carabinieri che trasferivano in carcere i due accusati sono uscite dal recinto della caserma. Sono piovuti insulti, ma c'è chi ha tentativo di colpire le macchine civetta.

 

Sul recinto di fronte alla caserma sono apparsi striscioni con le scritteo "Adesso basta" e "Il prossimo sarai tu". C'è chi si è chiesto perché uno dei tre indagati, coinvolto oltre un anno fa in un traffico di droga con il sequestro di oltre 40 chili di hashish, fosse stato scarcerato dopo poco tempo dall'arresto.

 

L'inchiesta è condotta dal sostituto procuratore Roberta D'Avolio. Nell'interrogatorio davanti al pm, i due hanno negato ogni responsabilità e addirittura il contatto fisico con la vittima, riferendo che a colpire il commerciante sarebbe stato il terzo giovane tuttora latitante.

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