Un 2008 difficile per l'idustria nostrana. Fanno eccezione calzature e nautica

Un 2008 difficile per l'idustria nostrana. Fanno eccezione calzature e nautica

FORLI’ - Un 2008 incerto per l’industria. Mentre il 2007, a livello provinciale, si era chiuso con segni positivi, sembra ci si avvii ad un progressivo rallentamento, che si associa al trend calante dell’economia nazionale ed internazionale, al rialzo del costo di tutte le materie prime ed ad un calo nel settore dell’edilizia, che condiziona molti settori manifatturieri. Indici negativi anche per l’occupazione. Si mantiene sul segno + il settore calzaturiero.

“Abbiamo 2 facce della medaglia – riassume il presidente di Confindustria Forlì-Cesena, Andrea Maremonti – i dati di fine 2007, che avevano sottolineato un miglioramento rispetto al semestre precedente e le impressioni, non ancora ufficiali, di un 2008 più grigio”. I dati sono stati ricavati dal questionario compilato da 105 industriali di tutta la provincia. I volumi di produzione tengono, perdendo 2 o 3 punti, mentre è più accentuato il deficit del fatturato( -3/5 punti). In difficoltà anche il mercato interno, con la ripresa dell’inflazione.

Il settore della meccanica registra una certa stabilità, grazie agli investimenti fatti sulla tecnologia e sulla qualità del prodotto, come del resto il comparto plastica e chimica, che manifesta segnali di tenuta, in particolare nella capacità di acquisire ordini e nei livelli di produzione. Ovviamente l’impennata del costo del petrolio mette un punto interrogativo alle previsioni 2008. Qualche miglioramento per il settore grafico-cartotecnico, rispetto al 2006, ma non si può pensare ad un 2008 facile. Stesso percorso per l’area imballaggi, packaging e servizi. Lieve miglioramento nel 2007 nell’ambito dei materiali per edilizia ed impiantistica, che però va verso il rallentamento. Allarme per i tempi burocratici delle amministrazioni e per la concorrenza proveniente soprattutto dal Sud Italia.

Un discorso a parte riguarda l’edilizia. “Vi è una duplice chiave di lettura – spiega Bruno Mambelli, del Collegio edile – per quanto riguarda infrastrutture ed appalti pubblici la situazione è difficile, con un calo dei fatturati del 4-5% ed un elemento che mette in crisi le nostre ditte come quello del meccanismo del ‘massimo ribasso’ nelle gare d’appalto. Per l’edilizia abitativa ed industriale il rallentamento delle vendite va accentuandosi, dopo il boom degli anni scorsi, con uno spostamento dell’interesse verso l’affitto, dovuto in gran parte all’aumento dei tassi sui mutui”.

Come già detto, nell’ambito delle calzature, grazie alle eccellenze di San Mauro Pascoli, i segnali positivi del 2007 non si affievoliscono per l’anno in corso, che presenta orizzonti incoraggianti, soprattutto verso il mercato estero. Lo stesso si può dire del comparto legno-arredamento, anche se con più cautela per le previsioni 2008. Continua a presentarsi con buone performance anche la nautica da diporto, con indici in crescita, anche se attenuata, per il 2008.

Si parla quasi di crisi, invece, per l’abbigliamento, che già nel secondo semestre del 2007 vedeva ferma la crescita, ovviamente anche a causa del sensibile calo dei consumi.

Più complessa la situazione del comparto alimentare che, in generale, ha visto trend positivi per il secondo semestre del 2007. Vanno distinti due settori produttivi: quello avicolo, in cui si registra un miglioramento, e quello bieticolo-saccarifero, che resta condizionato in maniera determinante sia dal quadro comunitario, che ha visto la riduzione del 50%della produzione nazionale, sia dalla normativa nazionale in merito a riconversioni e ristrutturazioni.

“Un quadro meno inquietante – sottolinea il direttore Alberto Zambianchi – riguarda gli investimenti. Fra gli industriali romagnoli resta infatti confermata la propensione ad investire, nonostante il 2007 sia stato un anno difficile”. Si parla di un 5% di aumento delle spese per investimenti, rispetto al 2006, con aree di intervento più massiccio nei settori dell’informatica e telecomunicazioni (20%), tecnologie di produzione (15%) e formazione(14%).

Da ricordare l’attenzione alle imprese montane e collinari: il Confidi Romagna e Ferrara, in collaborazione con 25 istituti di credito convenzionati e con il contributo della Camera di Commercio e delle 3 Comunità Montane, ha attivato un’iniziativa di finanziamento per le imprese delle Comunità Montane, con contributo in conto interessi, che prevede un abbassamento del tasso fino a 2 punti. I tassi partono dal 3,05%.


Chiara Fabbri




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