Un "Patto di accoglienza" della Regione per i migranti del nord Africa

Un "Patto di accoglienza" della Regione per i migranti del nord Africa

Un "Patto di accoglienza" della Regione per i migranti del nord Africa

Oltre al cibo, all'alloggio e ai vestiti, anche l'orientamento, l'informazione legale, la mediazione linguistica culturale. Così come l'accompagnamento ai servizi socio-sanitari, educativi e di integrazione sociale, compreso l'insegnamento della lingua italiana, e i tirocini formativi. Dalla fase "emergenziale" si passa quindi a una più personalizzata, secondo un vero e proprio patto con cui si specificano gli "interventi minimi" che devono essere garantiti dalle strutture.

 

E' quanto ha stabilito la cabina regionale di regia con un apposito documento di indirizzo. "Accogliere queste persone e dare loro strumenti perché si possano inserire nei territori. Questo è il nostro obiettivo - ha sottolineato l'assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi - . Abbiamo voluto collegare la ricorrenza del 20 giugno con l'attualità: presentiamo il ‘patto' per l'accoglienza, con cui ospitiamo persone che entrano in un percorso. Persone a cui proponiamo la sperimentazione di tirocini formativi e di orientamento, con copertura assicurativa; ma anche l'inserimento, in questi primi sei mesi, in attività di volontariato: pensiamo - ha concluso l'assessore - possa essere un'esperienza molto utile sia per le persone accolte, che per la società che li accoglie".


"Da metà aprile a oggi sono circa mille le persone accolte in Emilia-Romagna, nell'ambito dell'accordo nazionale per la gestione dell'emergenza libica - ha ricordato l'assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo - . Con i nuovi arrivi di questa settimana supereremo i 1100 migranti; siamo dunque già nella seconda fase di accoglienza del piano nazionale, che per l'Emilia-Romagna prevede il raggiungimento di una quota massima di 1520 persone. Stiamo rispettando l'obiettivo dell'accoglienza ‘diffusa' su tutto il territorio; accoglienza che - ha concluso l'assessore - , grazie agli enti locali e alle strutture, viene gestita senza creare tensioni, in modo umano ed efficiente". 


Sulla base dei criteri stabiliti dalla cabina di regia regionale e delle intese con le Province e i Comuni, in raccordo con le Prefetture, sono state individuate le strutture di accoglienza appositamente convenzionate (oltre 100, in circa 75 Comuni) e le rispettive destinazioni. Accanto alla rete dei Comuni Sprar, dunque - già consolidata da tempo, presente in Emilia-Romagna in tutte le province per circa 300 posti complessivi - per far fronte ai nuovi arrivi è stata attivata una rete regionale con strutture pubbliche e private, della Caritas, degli enti diocesani e dell'associazionismo del terzo settore. Una rete ampia, coerente con la scelta della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali di distribuire in modo equilibrato le presenze.

 

Con questa rete ora si concorda di garantire - oltre all'accoglienza già in essere - gli "interventi minimi", individuati dalla cabina regionale di regia, che possono essere ricompresi nel contributo massimo giornaliero di 40 euro lordi a beneficiario. Sarà l'Agenzia regionale di protezione civile - soggetto attuatore per la gestione di tutte le attività di accoglienza in Emilia-Romagna dei migranti dal nord Africa richiedenti asilo oppure titolari del permesso temporaneo (articolo 20 Testo Unico in materia d'immigrazione) - a tradurre operativamente nei prossimi giorni il documento di indirizzo della cabina di regia, anche attraverso le apposite convenzioni già stipulate con gli enti locali e il terzo settore.


Saranno quindi le strutture di accoglienza, in accordo con gli enti locali del territorio, a condividere (in qualità di "soggetto gestore") e a sottoscrivere con i migranti il "patto", in cui si impegnano a garantire l'accoglienza e gli interventi minimi, mentre i beneficiari a loro volta assicureranno una permanenza attiva e partecipativa. Le strutture comunicheranno periodicamente all'Agenzia regionale di protezione civile gli interventi realizzati e le spese sostenute.  

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