"Un patto istituzionale romagnolo per realizzare le grande infrastrutture"

"Un patto istituzionale romagnolo per realizzare le grande infrastrutture"

"Un patto istituzionale romagnolo per realizzare le grande infrastrutture"

FORLI' - In un periodo di ‘vacche magre' come quello attuale è necessario unire le forze, alzare lo sguardo e guardare fuori del proprio orticello. Così Lodovico Buffadini, assessore al bilancio del Comune di Forlì, lancia un'idea nel momento in cui i candidati sindaci stanno elaborando i propri programmi elettorali. Si chiama Pir ed è l'acronimo di "Patto istituzionale romagnolo": un accordo (con soldi veri) che dovrebbe coinvolgere Forlì, Cesena, Ravenna e Faenza.

 

Questi quattro comuni, assieme alle due Province di Forlì-Cesena e Ravenna, dovrebbero stringere un'intesa che giuridicamente avrebbe una configurazione simile a quella dei patti territoriali, "che impegni - spiega Buffadini - le singole amministrazioni a destinare una quota tra il 10 ed il 15% della propria disponibilità di investimento per realizzare infrastrutture di interesse sovracomunale".

 

Un esempio su tutti, l'aeroporto di Forlì. "In base al nuovo piano industriale elaborato da Sinloc - spiega Buffadini - servirebbero circa 60 milioni di euro di investimenti: non pensiamo aspettare il privato, sono interventi che servono subito e che possono essere fatti con questo strumento, poiché l'aeroporto ‘Ridolfi' porta benefici non solo a Forlì, ma è a servizio almeno di tutto il territorio delle province di Forlì-Cesena e Ravenna".

 

Secondo stime del tutto approssimative, ma significative, si riuscirebbe a dar vita ad un fondo di circa 30-40 milioni di euro l'anno, che assieme al supporto della Regione "potrebbe mettere a disposizione del territorio cifre consistenti per fare quelle grandi opere di cui il nostro territorio romagnolo, nel suo complesso, ha bisogno".

 

Un altro aspetto che Buffadini vuole mettere in evidenza, è la necessità di "anticipare il federalismo", un concetto che, fa notare l'assessore, "non è sbagliato e presenta molti vantaggi; ma occorre verificarne l'applicazione". Buffadini cita come esempio di federalismo quello di mettere in rete le "eccellenze del territorio, al fine di ottimizzare i servizi per i cittadini e razionalizzare le spese". L'obiettivo di questo federalismo anticipato ("quello vero non entrerà in vigore prima di cinque anni", fa notare Buffadini) è "armonizzare i servizi e la qualità degli interventi nei singoli comuni". Tanti possono essere gli ambiti di intervento, con esito positivo: "pensiamo ad esempio all'eccellenza del modello educativo forlivese, oppure al sistema sanitario, alla cultura", fa notare Buffadini.

 

La proposta dell'assessore, che è anche membro della direzione comunale del Pd di Forlì, dovrà ora passare al vaglio dell'elaborazione interna ai democratici per la compilazione del programma elettorale del candidato sindaco Roberto Balzani. Ma intanto la sua proposta appare come una prima risposta all'appello lanciato da Tiziano Alessandrini, che invocava una maggior concretezza nel parlare di "sistema" e "area vasta" in Romagna. "E' chiaro - conclude speranzoso Buffadini - che è un progetto che sarebbe realizzabile più facilmente se negli enti locali resteranno maggioranze di centrosinistra anche dopo le prossime elezioni".

 

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Marco Di Maio

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Effe
    Effe

    grazie al PD non penso che alle prossime elezioni tutti i comuni saranno sotto la stessa bandiera (è un danno così grave?). Comunque potevano pensarci prima di fare guerra a Bologna, Rimini, Cervia e tutte le altre. Spero che Balzani faccia quello che ha detto e lasci a casa Galassi e Buffadini. Ma anche Casadio e Bacchi.

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Ci voleva tanto a capirla... perchè non ci hanno pensato prima dopo tanti sperperi e ritardi?Questa è la direzione giusta, fondamentale includere Faenza ed escludere Rimini. Solo ragionando sul concetto di "reti di città" fra queste quattro si raggiunge una forza tale da contrastare l'egemonia bolognese e gli egoismi riminesi ed attrarre capitali. Superando l'inutilie ente provincia, i comuni direttamente responsabilizzati sarebbero soggetti al vaglio degli elettori, e probabilmente si supererrebbero i campanilismi.

  • Avatar anonimo di Luca
    Luca

    Mi pare una proposta importante e da approfondire. perchè qui ogni parrocchia vuol fare da sè e pensa ai soli suoi interessi. Quello che vale a Forlì non vale a Ravenna e a Cesena è regolato in modo diverso. Non ci si capisce nulla.

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    Un detto molto in voga nella naja era " Morta là" per indicare un termine di una discussione. Sarebbe bene applicarlo in questo momento.

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