Un po' di Emilia-Romagna nei "Consorzi agrari d'Italia"

Un po' di Emilia-Romagna nei "Consorzi agrari d'Italia"

Sono cinque i consorzi agrari dell'Emilia Romagna entrati a far parte di "Consorzi Agrari d'Italia", la nuova holding che ha come protagonista il sistema dei Consorzi Agrari, che sviluppa un fatturato di 3 miliardi di euro su 1300 punti di vendita ai quali fanno riferimento 300 mila imprese agricole ed un numero crescente di cittadini interessati dall'acquisto di prodotti alimentari genuini della filiera agricola italiana al giardinaggio.

 

Presentata a Cernobbio, al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Coldiretti, la nuova società consortile, cui aderiscono per il momento 23 consorzi agrari, è già un gigante dell'agroalimentare che interessa quasi una impresa agricola su tre ed è leader nella gestione dei cereali, con il 20 per cento della produzione nazionale, e nella commercializzazione di mezzi tecnici per l'agricoltura, con il 25 per cento dei trattori venduti; inoltre garantisce l'alimentazione ad un animale allevato su dieci ed è presente, anche con esempi di eccellenza, in attività industriali e nella distribuzione alimentare. Un gruppo attivo dal campo alla tavola attraverso il quale passa un chicco di grano italiano su cinque, destinati a finire come pane o pasta sulle tavole dei consumatori, ma che vende anche un trattore su quattro al lavoro nelle campagne italiane.

 

I cinque consorzi agrari dell'Emilia Romagna sono i consorzi interprovinciali Bologna-Modena e Forlì-Cesena-Rimini e i consorzi provinciali di Ravenna, Reggio Emilia e Piacenza. Insieme sviluppano un fatturato di circa 620 milioni di euro e operano sul territorio regionale attraverso una capillare rete organizzativa, con 112 agenzie 68 centri di stoccaggio di cereali, 78 depositi per carburanti, oltre 60 tra negozi alimentari, discount e garden.

 

"In sinergia con tutti gli altri consorzi della holding - ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello - i consorzi agrari dell'Emilia Romagna punteranno alla creazione su tutto il territorio di una rete efficiente di servizi tecnico-commerciali, finanziari, logistici ed anche nelle nuove energie agricole. L'obiettivo è accrescere il peso degli agricoltori nelle relazioni industriali, attraverso la concentrazione dell'offerta e la commercializzazione delle produzioni, per aumentare il valore aggiunto degli agricoltori."

 

"Questo significherà - ha spiegato Tonello - una presenza diretta sul mercato di prodotti agroalimentari ‘firmati dagli agricoltori' e il rafforzamento di una rete distributiva integrata partendo dai punti vendita esistenti per rafforzarsi nelle nuove energie, nel credito, nelle assicurazioni e nella filiera dei seminativi, con particolare riferimento al trading di grano duro, tenero, mais, altri cereali, alle attività industriali di mangimifici, sementi e a quelle trasformazione delle produzioni (pasta, vino, olio, ecc.)".

 

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