Una legge regionale contro le infiltrazioni mafiose

Una legge regionale contro le infiltrazioni mafiose

Una legge regionale contro le infiltrazioni mafiose

L'obiettivo è la prevenzione dell'infiltrazione e del radicamento mafioso in regione. Gli strumenti comprendono un osservatorio permanente sul fenomeno criminale; un nuovo meccanismo per permettere ai Comuni di utilizzare al meglio i beni confiscati alla mafia; la collaborazione con le forze dell'ordine, il mondo della scuola e il volontariato. La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato un progetto di legge per l'"attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile".


Il testo, che ora sarà discusso dall'Assemblea legislativa, è stato illustrato questa mattina in Regione dalla vicepresidente della Regione e assessore alle politiche per la sicurezza Simonetta Saliera e si presenta come una sorta di "scatola di attrezzi" - pensata insieme a enti locali, associazioni impegnate nel settore, Prefetture e magistratura - cui attingere per promuovere una serie interventi di prevenzione e contrasto. Attraverso un articolato sistema di accordi e intese la Regione condividerà con i Comuni, le associazioni di categoria e del sociale e il mondo scolastico, progetti di intervento preventivo finalizzati alla sensibilizzazione, comunicazione, "sollecitazione delle conoscenze" e formazione.


"L'Emilia-Romagna è un terreno sano ma non indenne dall'infiltrazione mafiosa", ha sottolineato la vicepresidente Saliera. "Con questa legge vogliamo mantenere alta l'allerta di tutta la comunità, i suoi anticorpi. L'Emilia-Romagna ha una buona rete di imprese, sindacati, volontariato, ha un'identità forte e partecipe che vogliamo sostenere perché rappresenta la nostra corazza che va mantenuta solida e sana".


Il progetto di legge nasce da un'ampia opera di consultazione sia istituzionale che delle parti sociali - associazioni di categoria, sindacati ed altre espressioni del mondo economico regionale - e porta a unità le diverse politiche regionali che danno un contributo alle finalità della legge: dalle politiche per la sicurezza a quelle scolastiche e sociali, dalla formazione alle politiche giovanili. Il testo affiancherà la nuova legge per la disciplina degli appalti pubblici (legge regionale 11/2010) che semplifica le normative del settore riducendo le pratiche cartacee e l'uso indiscriminato del massimo ribasso d'asta negli appalti, aumenta i controlli nei cantieri anche con l'utilizzo di tecnologie informatiche per segnalare appalti nei quali possano annidarsi fenomeni di infiltrazione mafiosa, lavoro irregolare e usura.


Tra le novità del nuovo progetto di legge, ci sono anche l'istituzione il 21 marzo di ogni anno della "giornata regionale in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile" e l'adesione della Regione all'associazione Avviso Pubblico, una rete nazionale di enti locali che da anni lavora in questo campo. 


I beni confiscati
Con il progetto di legge si punta alla prevenzione ma anche ad intervenire sui danni che l'infiltrazione della criminalità mafiosa ha già prodotto nel territorio regionale, attraverso il sostegno ai Comuni che hanno in gestione beni confiscati alla mafia.
Ad oggi sono stati 31 i beni (tra appartamenti, poderi, capannoni e zone rurali) sequestrati alla criminalità organizzata e mafiosa in Emilia-Romagna. Per facilitare il recupero ad uso sociale di tali beni da parte dei Comuni, la Regione attiverà uno sportello per fornire assistenza e informazioni e saranno erogati contributi per cofinanziare gli interventi di restauro, risanamento e riutilizzo.


La prevenzione dell'usura e delle altre fattispecie criminose
Per quanto riguarda i fenomeni connessi all'usura, la Regione promuoverà azioni di tipo educativo e culturale per favorire l'emersione, anche in collaborazione con le istituzioni e le associazioni economiche e sociali presenti nel territorio regionale. Stessa attenzione sarà data a interventi per prevenire le situazioni di disagio e dipendenza connesse ad attività criminose.


L'osservatorio regionale
Un altro aspetto importante del progetto di legge è la costituzione di un Osservatorio regionale, interno all'amministrazione (specificamente al Servizio politiche per la sicurezza), in cui si raccoglieranno in maniera sistematica dati ed elementi di conoscenza sull'infiltrazione mafiosa in regione per renderli disponibili alle altre istituzioni e alla comunità regionale.


Gli interventi nelle scuole
La legge prevede il sostegno a interventi nelle scuole e università, per la realizzazione di attività di qualificazione e aggiornamento del personale della scuola; per la valorizzazione di tesi di laurea sul tema della criminalità organizzata; per la promozione di iniziative finalizzate allo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, alla lotta contro la cultura mafiosa, alla diffusione della cultura della legalità. 


La formazione delle forze di polizia locale e il sostegno alle vittime
Il progetto di legge della Giunta interviene, infine, sul rafforzamento della formazione per la polizia locale, sulla cooperazione tra le diverse forze di polizia e sul sostegno alle vittime di reato attraverso la Fondazione per le vittime di reato. 

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