"Una sofferenza indicibile", Ratzinger ricorda il genocidio degli armeni

"Una sofferenza indicibile", Ratzinger ricorda il genocidio degli armeni

"Una sofferenza indicibile", Ratzinger ricorda il genocidio degli armeni

Fu un vero e proprio massacro quello del popolo armeno, che intorno al 1915 subì la persecuzione dell'impero Ottomano che sterminò circa un milione di persone. A quasi cento anni di distanza, anche Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare quel tragico genocidio, invitando nella mattina di lunedì in Vaticano il 'catholicos' di Cilicia degli armeni, Aram I.

 

"Il ventesimo secolo - ha detto Ratzinger - ha rappresentato un tempo di indicibile sofferenza per la vostra popolazione. Nel popolo armeno non sono mai mancate fede e devozione, a supporto della memoria dei molti martiri che hanno testimoniato il Vangelo nel corso dei secoli".

 

Benedetto XVI ha anche auspicato il dialogo tra cattolici e ortodossi: "Una migliore comprensione e apprezzamento della tradizione apostolica che condividiamo - ha detto il Pontefice - contribuirà ad una sempre più efficace comune testimonianza dei valori spirituali e morali senza i quali non può esistere un ordine sociale giusto ed umano".

 

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Aram I ha ringraziato Papa Ratzinger, e ha voluto sottolineare come "tutte le Chiese, religioni e anche Stati devono riconoscere ogni genocidio, compreso quello degli armeni. Tutti insieme dobbiamo prevenire nuovi genocidi, affermando i diritti di tutti i popoli alla dignità, alla libertà e all'autodeterminazione".

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