Università, assemblea pubblica al posto della cerimonia d'apertura. Dionigi: "Sono il rettore di tutti"

Università, assemblea pubblica al posto della cerimonia d'apertura. Dionigi: "Sono il rettore di tutti"

Università, assemblea pubblica al posto della cerimonia d'apertura. Dionigi: "Sono il rettore di tutti"

Erano circa una trentina gli studenti del movimento No Gelmini di Bologna che si sono presentati sabato mattina in aula magna S.Lucia per parlare con il rettore Ivano Dionigi, in occasione dell'assemblea pubblica indetta dallo stesso numero uno dell'Ateneo felsineo al posto della cerimonia (sospesa) per l'inaugurazione dell'anno accademico. Gli hanno consegnato una torta e una richiesta: dimettersi per protesta contro l'approvazione del disegno di legge Gelmini.

 

Gli studenti chiedono poi di annullare definitivamente la cerimonia dell'anno accademico; non applicare i futuri regolamenti attuativi della riforma, ma trasformare l'Alma Mater di Bologna in un "laboratorio di sperimentazione".

 

Dal canto suo, il rettore ha messo in chiaro la sua idea, anche di fronte ai diversi interventi non solo degli studenti, ma persino degli accademici, che chiedono all'Alma Mater di alzare la voce contro la riforma dell'università.

 

"Se si è dentro l'istituzione si fa un percorso insieme- avverte il rettore- se ci si pone al di fuori si apre un problema". Dionigi ricorda che "l'Ateneo ha 83.000 iscritti e 3.300 docenti" e sottolinea che "nel cassetto ho migliaia di lettere che inneggiano alla Gelmini. Io sono il rettore di tutti e cerco di rappresentare tutte le posizioni. Non si può essere monologanti. Magari se vi incontraste tutti fra voi, il problema si risolverebbe". La mattinata ha visto il rettore rivendicare la bontà dell'iniziativa, di fronte a un'aula magna piena anche se non gremita.

 

"Abbiamo aperto le porte- sottolinea Dionigi- e c'è stata una risposta corale dell'accademia: oggi ha vinto tutta l'Università e la città. Chi apre le porte e si ostina al dialogo dà una possibilità in più. Se avessi fatto chiudere la via e sbarrato il portone avremmo perso tutti".

 

Il rettore ringrazia in particolare gli accademici in sala. "Interpreto questa presenza come un'attenzione forte e una bella risposta, non dovuta, anche nei miei confronti- afferma Dionigi- ho sbagliato quando ho preso questa decisione da solo, perchè non ero solo ma insieme a tutti voi. Questa è una giornata speciale che sostituisce e compensa una giornata ancora più speciale. L'istituzione ha subito una ferita e siamo qui per rimarginarla".

 

Quando il rettore era a metà del suo discorso introduttivo, gli studenti sono arrivati in aula magna e hanno atteso in silenzio che Dionigi terminasse. Poi è stato concesso loro il microfono. "La nostra non è solo una protesta difensiva, perchè non c'è nulla da difendere- spiega Andrea del movimento No Gelmini- in questa Università non c'è una reale politica di welfare verso gli studenti, che sono una risorsa ma sono vissuti come un peso e polli da spennare dalla città. La mensa ha prezzi altissimi e si produce lavoro nero non pagando i ricercatori e promuovendo stage gratuiti".

 

La sospensione dell'anno accademico, continua Andrea, "dimostra che non c'è una situazione normale e pacificata nell'Alma Mater, si vive una contraddizione e un malumore verso la riforma Gelmini. Non si può più mettere la polvere sotto il tappeto, il conflitto sociale c'è". Il movimento chiede che l'Ateneo di Bologna "si dica con forza contro la riforma: non si faccia fregare dallo specchietto per le allodole del merito, chiudendosi in logiche corporative".

 

Martedì la riforma sarà discussa (e molto probabilmente approvata) in Senato, a Roma, dopo il via libera alla Camera. "Noi chiediamo che il rettore si dimetta per protesta- spiegano gli studenti- e che a Bologna non vengano applicati i regolamenti attuativi della riforma, trasformando l'Ateneo in un laboratorio di sperimentazione".

 

Sempre sulla riforma, il movimento No Gelmini di Bologna ha convocato per la prossima settimana un'assemblea in Sala Borsa.  (Dire)

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