Università di Padova: essere gay è una predisposizione genetica

Università di Padova: essere gay è una predisposizione genetica

Una ricerca nata in seno all'Università di Padova e portata avanti dai ricercatori  Andrea Camperio Ciani (Dipartimento di Psicologia generale), Giovanni Zanzotto (Dipartimento di metodi e modelli matematici) e Paolo Cermelli (Dipartimento di Matematica dell'Ateneo di Torino) svelerebbe l'equazione matematica che predispone gli uomini (ma non le donne, su cuì sono ancora in corso degli studi) all'omosessualità. La loro ricerca, pubblicata sulla rivista americana «Plos One», ha, secondo le dichiarazioni degli scienziati, scoperto i geni che favosriscono questo comportamento umano, geni che entrano in gioco per garantire la sopravvivenza della specie, in ottica darwiniana, attraverso la "selezione sessualmente antagonistica".

Gli studi dimostrano a detta delgi scienziati che "gay" non è contro-natura, ma al contrario serve per garantire il mantenimento della specie:  "Tre anni fa - spiega Caperio Ciampi - siamo partiti dalla domanda: come fanno i gay, che non si riproducono ma sono presenti in tutte le popolazioni del mondo anche se in forma minoritaria, a trasmettere l'omosessualità? Gay si nasce, non si diventa: sapevamo già che c'era una base genetica, tanto è vero che i gemelli omozigoti o sono entrambi gay o non lo sono, perchè hanno un identico Dna. E allora abbiamo studiato 250 famiglie d'Italia e Francia, scoprendo il passaggio che ci mancava. E cioè che le donne parenti di un omosessuale in linea materna sono più feconde di quelle in linea paterna. Per capire la trasmissione genetica -approfondisce il ricercatore - abbiamo provato tutti i quindici modelli evoluzionistici esistenti, in combinazione a singoli geni o a due di essi, invano. O facevano prevalere o sparire i gay, o non rilevavano l'aumento di fecondità nelle donne appartenenti alla linea materna, oppure in quest'ultima non evidenziavano la prevalenza di omosessuali". Conclude per spiegare meglio la teoria "gli omosessuali sono generalmente secondi o terzogeniti, perchè la madre può sviluppare una progressiva immunità al cromosoma Y, presente nel feto maschile e non nel corpo femminile. Il sistema immunitario di alcune donne può dunque considerarlo elemento estraneo e da combattere".

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Subito l'èquipe si affretta anche a chiarire che è solo una tendenza genetica che non può spiegare tutti i casi di omossessulità, o farlo in modo rigoroso,  ma apre la via per la demolizione di un stereotipo per cui essere omossessuali va contro le leggi della natura. I dati rilevati non autorizzano a dichiarare - avverte Ciampi- che "due geni facciano automaticamente diventare gay, bensì che aumentano le probabilità di esserlo".

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