Università, i sindaci di Forlì e Cesena scrivono ai parlamentari romagnoli

Università, i sindaci di Forlì e Cesena scrivono ai parlamentari romagnoli

Università, i sindaci di Forlì e Cesena scrivono ai parlamentari romagnoli

CESENA - Venerdì 22 gennaio il Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi, incontrerà i parlamentari romagnoli per confrontarsi con loro sul futuro delle sedi in Romagna alla luce del progetto di legge sulla riforma dell'Università. Alla vigilia di questo importante appuntamento, i sindaci di Forlì e Cesena hanno scritto ai Parlamentari della provincia per sollecitare il loro impegno e la loro collaborazione per sostenere il Multicampus.

 

Alla luce delle prospettive poco rassicuranti per il polo romagnolo con il nuovo assetto universitario previsto dal Ministro Gelmini, i Sindaci di Cesena Paolo Lucchi e di Forlì Roberto Balzani hanno indirizzato una lettera congiunta ai Parlamentari della provincia di Forlì Cesena - la senatrice Laura Bianconi (Pdl) e gli onorevoli Sandro Brandolini (Pd), Sandro Gozi (Pd) e Gianluca Pini (Lega Nord) -  per sollecitare il loro impegno e la loro collaborazione per assicurare la continuità dell'esperienza del Multicampus universitario, avviata in Romagna da vent'anni e suggellata ufficialmente nel 2001 con l'avvio dei quattro poli scientifico-didattici di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. "Si tratta - rimarcano i Sindaci di Cesena e Forlì - di un'esperienza originale nel panorama italiano, che gli stessi ispettori del Comitato di valutazione nazionale, inviati dal Miur nel 2007, hanno indicato  come modello a livello nazionale in termini di efficienza e efficacia, spingendosi a compararla ai migliori multi campus americani".

 

"Il disegno di legge del Ministro Gelmini - ricordano nella lettera i Sindaci Lucchi e Balzani - prevede una nuova governance del sistema universitario dove, tra le novità più rilevanti, vi sono l'accorpamento degli atenei limitrofi e l'istituzioni di scuole o dipartimenti con l'aggregazione di facoltà in numero prestabilito, che nel caso dell'Alma Mater Studiorum, dalle prime indicazioni, dovrebbe essere pari a 12. Non discutiamo, in questa sede, le finalità della riforma, siamo però interessati a capire se questo disegno valorizzerà l'esperienza Multicampus del nostro Ateneo che è cosa ben diversa dalla proliferazioni dei corsi di laurea avvenuta in altre città del nostro paese e dalla nascita di piccoli atenei. Al contrario il modello di decentramento realizzato in Romagna ha conosciuto un forte sviluppo raggiungendo un quarto degli iscritti di tutto l'Ateneo e un terzo degli immatricolati. Numeri che di solito sono di atenei di medie dimensioni. Non solo, l'organizzazione prescelta ha consentito di dare vita a sedi e strutture di alto spessore, che sono ai primi posti in Italia nelle ricerche condotte ogni anno sulla qualità dei corsi universitari".

 

"Il modello Multicampus - aggiungono i Sindaci - ha consentito, inoltre, al Ministero di risparmiare cifre imponenti rispetto all'avvio dei tradizionali atenei.  Per contro gli enti Locali, le Fondazioni bancarie e le Camere di Commercio hanno dato vita a enti di sostegno che hanno promosso e finanziato l'insediamento universitario in Romagna con oneri ragguardevoli  Nel caso di Serinar questo ha significato un investimento di circa 60 milioni di euro dalla sua fondazione a oggi a cui devono aggiungersi le sedi universitarie messe a disposizione dai Comuni. Per questo lo sforzo sostenuto dalla comunità locale non può andare perduto e per questo ribadiamo come nella nuova legge di riforma del sistema universitario debba esserci un esplicito riconoscimento della realtà multi campus dell'ateneo Bolognese  per valorizzare la realtà dell'esperienza romagnola che non può essere confusa con la proliferazione di sedi periferiche di altre città che non sempre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Certi di un vostro impegno in questa direzione esprimiamo la nostra disponibilità a collaborare affinché la realtà della presenza universitaria a Cesena e Forlì, come in Romagna, possa ottenere il giusto riconoscimento nella nuova legge che andrà in approvazione".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    La dichiarazione congiunta dei tre sindaci è un autentico nonsenso. Ma va rispettata la loro scelta di fare lobbying per il territorio. Se fossi in loro mi comporterei nello stesso modo, portando avanti una battaglia sbagliata, ma nell'interesse del territorio in cui vivo e che devo rappresentare. Se si voleva risparmiare soldi, in Romagna non si faceva l'Università. Punto. Se si volva fare l'Università a costi ridotti, si faceva una università telematica. Se si voleva creare una realtà in rapporto sinergico con bologna, si costituivano facoltà che a bologna non esistono (ai tempi, ad esempio, un pesante polo di architettura, o delle specializzazioni di ingegneria). Se si voleva creare una fotocopia di bologna ma con una sua dignità, si creava una università-college, con un posto letto per ogni iscritto fuori provincia (tipo all'americana) evitando così lo scandalo degli affitti in nero, e facendo respirare il mercato immobiliare tenendo anche conto della spinta che ha avuto negli ultimi anni. Così non è stato fatto. L'utilità, ora ome ora, dell'università in Romagna è che aumenta i consumi. Gli studenti nelle sedi romagnole mangiano, bevono, si divertono ... vivono ... e l'economia vive anche di questo. Ma ci voleva una università ?

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