Uranio impoverito, bilancio guerra nei Balcani: 45 morti e 515 malati

Uranio impoverito, bilancio guerra nei Balcani: 45 morti e 515 malati

ROMA - Sarebbero 45 i morti e 515 i malati affetti da patologie riconducibili all'esposizione all'uranio impoverito, usato negli armamenti della Nato soprattutto nei Balcani. E' quanto denuncia l'Osservatorio militare per voce del maresciallo Domenico Leggiero, un'associazione che assiste gli appartenenti alle forze armate e i loro familiari.

Il problema riguarda il 70% dei militari che hanno prestato servizio nei Balcani e che sono stati costretti a sottoporsi ad un intervento alla tiroide a titolo preventivo, spesso effettuati in un ospedale di Siena e in altre strutture convenzionate con l'esercito.

Non vi sono più dubbi sull'esistenza di un legame fra i decessi e le malattie dei reduci da missioni all'estero e l'esposizione all'uranio impoverito. La commissione Mandelli ha fornito un'ampia documentazione che le vittime tra i militari che hanno preso parte alle operazioni nelle aree contaminate da uranio impoverito sono quattro volte superiori rispetto alla media, anche se non è stata correlata la formazione dei tumori con la presenza dell'uranio. Una successiva commissione ha sostenuto che i dati della Mandelli erano presumibilmente errati o sottostimati.

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