Val di Susa, il Movimento 5 Stelle contro la violenza dei singoli

Val di Susa, il Movimento 5 Stelle contro la violenza dei singoli

"Condanna all'uso della violenza da parte di singoli individui o gruppi durante manifestazioni pubbliche e affermazione del principio di responsabilità individuale". E'quanto espresso in una risoluzione, presentata da Giovanni Favia e Andrea Defranceschi del mov.5 stelle, nella quale si fa riferimento agli scontri dello scorso 3 luglio in Val di Susa "tra una esigua minoranza di manifestanti, tra l'altro non appartenenti al ‘Movimento No Tav' e le forze dell'ordine", registrati in occasione della manifestazione contro la realizzazione della tratta Torino-Lione.

 

Nel documento oltre a prendere le distanze dai manifestanti violenti "giustamente arrestati ed assicurati alla legge", i consiglieri stigmatizzano il comportamento di alcuni membri delle forze dell'ordine antisommossa che, secondo quanto sarebbe riscontrabile da immagini reperibili su internet, avrebbero "scagliato dall'alto di una cavalcavia-viadotto, oggetti contundenti ...... creando un pericolo conclamato ai manifestanti che si trovavano alcune decine di metri sotto". In proposito i firmatari, ribadiscono che le forze dell'ordine"svolgono un ruolo fondamentale nella Repubblica Italiana nel mantenere l'ordine, la sicurezza ed il rispetto della legalità" e sottolineano come, in alcune occasioni, "i comportamenti violenti ingiustificati di alcuni singoli componenti delle forze dell'ordine, oltre a mettere a repentaglio la sicurezza e l'incolumità dei cittadini minano la credibilità generale di corpi come quello della Polizia di Stato o dei Carabinieri".

 

Nella risoluzione pertanto si "condanna l'uso della violenza da parte di singoli individui o gruppi durante manifestazioni pubbliche e appoggia l'operato delle forze dell'ordine nel prevenire e reprimere atti violenti contro cose o persone, quando questo avviene operando nel rispetto di ogni convenzione internazionale e della dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo". Nel testo inoltre si "afferma con forza il principio di responsabilità individuale, che è alla base di ogni democrazia", e si condanna "ogni strumentalizzazione o generalizzazione politica-mediatica messa in atto sia contro il ‘movimento No Tav' che contro le forze dell'ordine". I firmatari invitano infine la Giunta ad attivarsi presso il Governo, anche per il tramite della conferenza Stato-Regioni, al fine di varare, una legge che istituisca il numero identificativo da applicare obbligatoriamente sui caschi delle forze dell'ordine antisommossa. 

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