VALMARECCHIA - Le Marche 'bocciano' la secessione dei 7 comuni dell'Alta Marecchia

VALMARECCHIA - Le Marche 'bocciano' la secessione dei 7 comuni dell'Alta Marecchia

ANCONA – La Regione Marche esprime un parere “non favorevole” all’uscita dai confini regionali dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia, che si erano espressi con un referendum il 17-18 dicembre del 2006 in cui chiedevano di entrare a far parte dell’Emilia-Romagna. I Comuni ‘secessionisti’ sono quelli di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello. Il parere delle Marche cozza con quello iper-favorevole dell’Emilia-Romagna.


Il provvedimento varata dalla giunta del presidente Mario Spacca, passa ora all'esame del Consiglio regionale per il definitivo pronunciamento. Nella sua delibera la giunta marchigiana sottolinea la particolare situazione dell'area dell'Alta Val Marecchia che, pur facendo riferimento istituzionale e amministrativo alla Regione Marche, gravita, per la sua specifica condizione geografica, sul contiguo territorio della Bassa Romagna.


“Tuttavia, invece di distacchi territoriali, si ritengono piu` 'opportuni, efficaci ed economici' interventi programmati e azioni concordate fra i vari enti locali della Valle del Marecchia – informa una nota della Regione - e le Regioni interessate, per favorire l'aggregazione dei territori coinvolti. Con questo obiettivo, viene ricordato nel testo inviato in Consiglio regionale, il 1 marzo 2007 e` stato sottoscritto uno specifico protocollo d'intesa tra i presidenti delle due Regioni (Marche ed Emilia Romagna) e delle due Province coinvolte (Pesaro e Urbino, Rimini)”.

Nella deliberazione inviata in Consiglio si prende atto, poi, che il territorio insiste, per i suoi rapporti economici, per le sue infrastrutture viarie, per la sua gestione dei bacini e della rete dei servizi sanitari e scolastici anche sulla Provincia di Rimini; ma nello stesso tempo, si riconosce che “i valori ambientali e culturali dell'Alta Val Marecchia rappresentano un 'bene condiviso' che le due Regioni devono salvaguardare e valorizzare, visti i consistenti flussi turistici che caratterizzano la zona rivierasca adriatica”.


“L'aggregazione alla Regione Emilia Romagna dei Comuni dell'Alta Val Marecchia – sostiene la giunta regionale - si inserisce in un contesto nazionale particolarmente complesso, caratterizzato da numerose iniziative referendarie e legislative di passaggio di Comuni da una Regione all'altra e dalla predisposizione, da parte del Governo, di un apposito disegno di legge costituzionale tendente a modificare l'art. 132 della Costituzione”.


La giunta rileva comunque “che la sentenza n. 334 del 2004 della Corte Costituzionale ha sottolineato il carattere 'meramente consultivo' del referendum popolare del 17 dicembre 2006, con il quale i cittadini si sono espressi a favore del distacco, rimandando alla discrezionalita` dei Consigli delle Regioni interessate il compito di contemperare il diritto di autodeterminazione del singolo Comune con la tutela della volontà della collettività regionale”.


Dunque secondo la Regione Marche, “se la richiesta di distacco fosse accolta, seguirebbero verosimilmente numerose altre analoghe richieste. Per questo, pur ribadendo la particolare situazione territoriale dei Comuni dell'Alta Val Marecchia, la delibera inviata in Consiglio propone di privilegiare l'esigenza primaria di mantenimento dell'attuale assetto territoriale, sociale e culturale, nonchè l'immagine unitaria della regione, della quale i Comuni interessati rappresentano una parte estremamente significativa”.

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