Vendita Palazzo Sme, Buffadini replica a Forza Italia: ''Sconcertato''

Vendita Palazzo Sme, Buffadini replica a Forza Italia: ''Sconcertato''

FORLI' - Le affermazioni fatte dal Consigliere Antonio Nervegna e dalla Consigliera Vanda Burnacci relative alla vendita da parte dell’Amministrazione Comunale di Forlì della Società SME, in merito alle procedure decise per la vendita, sconcertano, perché assolutamente non rispondenti, rispetto alla mancata conoscenza di merito degli atti e documenti relativi a tale delibera pubblica.


Come si evince dai verbali della Commissione Consiliare, dalla delibera e dalla documentazione agli atti, non vi è da parte di questa Amministrazione la benché minima intenzione di scelte di procedure illegittime e poco trasparenti.

La procedura definita è la procedura pubblica (ex-licitazione privata articolata nelle fasi della:

1 pubblicazione bando di gara (con un elevato ed adeguato livello di pubblicità, parità di trattamento e proporzionalità);

2 pre-qualifica con ammissione dei soggetti in possesso dei requisiti;

3 presa visione dei candidati ammessi;

4 presentazione dell’offerta economica corredata da cauzione;

5 apertura in seduta pubblica delle offerte pervenute da parte della Commissione di gara;

6 verifica sul miglior offerente - aggiudicazione.



Nel caso in cui la gara vada deserta si procederà ad una trattativa al fine di individuare la miglior offerta economica sul mercato, ciò non vuol dire vendita a chi fa comunque un’offerta, ma vuol dire individuare almeno cinque offerenti ed eventualmente assegnare la vendita all’offerta più vantaggiosa. Tutto ciò senza l’obbligo da parte dell’Amministrazione all’assegnazione, salvaguardando quindi la scelta di autonomia e discrezionalità.


Quanto sopra indicato è ciò che prevede la normativa esistente. Gli atti relativi alla vendita in parola sono avvalorati da tutti i pareri tecnici vincolanti favorevoli dei Dirigenti competenti che, nell’assumersi la responsabilità della regolarità e la correttezza della procedura individuata, tra l’altro supportata da uno studio elaborato da una Società di consulenza (utilizzata dalla Società SME), per individuare le condizioni tecnico-giuridiche più idonee e trasparenti per l’Amministrazione Comunale.


L’Amministrazione Comunale di Forlì, come dichiarato dal sottoscritto in Commissione Consiliare, non autorizzerà mai una svendita del proprio Patrimonio, tanto meno con un ribasso anche se con gara pubblica del 20% rispetto al valore definito ed inserito a base d’asta, (così come propone la Consigliere Vanda Burnacci).


La superficialità della valutazione degli atti da parte dei due Consiglieri di Forza Italia - Il Popolo della Libertà - presuppone un giudizio di aver, come suol dirsi, preso “lucciole per lanterne”. E’ oltremodo offensivo e ingiurioso quanto dichiarato in merito al presunto collateralismo dell’Amministrazione Comunale. Offensivo nei confronti dei Dirigenti e dei Tecnici responsabili della regolarità degli atti in parola. La politica può accettare, in un confronto anche duro certe affermazioni (seppur di cattivo gusto) che denotano una caduta di stile; tutt’altro è che tale espressione metta in discussione la correttezza con conseguente responsabilità giuridico e penale dei Dirigenti Funzionari pubblici sottoscrittori di tali atti, che sapranno se lo ritengono, tutelarsi nelle sedi opportune.


Lodovico Buffadini

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Assessore al Bilancio – Comune di Forlì

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