Verona, in manette gli ultimi due aggressori

Verona, in manette gli ultimi due aggressori

Sono stati arrestati gli ultimi due presunti componenti del gruppo neonazista che ha massacrato a morte nella notte del primo maggio il 29enne Nicola Tommasoli nel centro di Verona. I due, Nicolò Veneri e Federico Perini, entrambi veronesi di 19 e 20 anni, si sono costituiti nella notte tra lunedì e martedì dopo esser tornati da Londra. Ora si trovono detenuti presso il carcere di Montorio, nel veronese, a disposizione della magistratura che vogliono far luce sul fatto.

 

TRE I GIOVANI IN MANETTE - Dopo l'arresto dell'ultras neonazista Raffaele Dalle Donne, si stringe il cerchio attorno ai cinque ragazzi di estrema destra responsabili dell'aggressione. Lunedì mattina hanno confessato anche Guglielmo Corzi, un metalmeccanico di 19 anni, e Andrea Vasentini, promoter finanziario di 20. Ricercati all'estero due presunti complici. Sia Corzi che Vasentini hanno ammesso di aver preso parte al pestaggio che, secondo i rei confessi, non avrebbe avuto una connotazione politica. A scatenare la furia dei ragazzi sarebbe stata proprio la sigaretta negata dalla vittima ai suoi aggressori.

 

IL 29ENNE CLINICAMENTE MORTO - E' clinicamente morto Nicola Tommasoli, il tecnico di 29 anni ricoverato all'ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato pestato la notte del primo maggio. Alle ore 18 di lunedì, ha reso noto il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Verona, Pier Paolo Benetollo, il Collegio Medico ha concluso il periodo di osservazione per l'accertamento di morte di Tommasoli. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti.

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