Verona, ultrà neofascita 19enne confessa pestaggio

Verona, ultrà neofascita 19enne confessa pestaggio

Ha ridotto in fin di vita il 29enne Nicola Tommasoli, dopo averlo aggredito nel pieno centro di Verona la notte del Primo maggio assieme a due presunti responsabili, ricercati all'esterno. Un giovane ultrà neofascista di 19 anni, già stato responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi, si è costituito spontaneamente alla Digos, presentandosi con il proprio avvocato. Ora si trova detenuto in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

Il ragazzo era già stato sottoposto, come ultras del Verona a Daspo per violenza negli stadi, nel febbraio 2008. In precedenza, nel 2007 era stato indagato insieme ad altre 16 persone, in prevalenza naziskin, per associazione per delinquere finalizzata a discriminazione razziale per altre aggressioni avvenute a Verona.

 

Dopo il massacro del giovane veronese ad opera di un gruppo di attivisti neofascisti si diffonde la psicosi nei naziskin. Secondo l'Aisi, l'agenzia per i servizi segreti italiani il Nord Est è "la zona a più alta densità di militanti naziskin del Paese". In particolare il quadrilatero da tenere d'occhio sarebbe quello composto da Verona, Vicenza, Padova e Treviso, dove i neonazisti conterebbero "su alcune centinaia di giovani attivisti".

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