Verso il Bertinoro, un vino, un territorio

Verso il Bertinoro, un vino, un territorio

Verso il Bertinoro, un vino, un territorio

BERTINORO - Ancora ubriachi della massiccia partecipazione di pubblico alla "notte bianca" "Fricò Royal", singolare "non stop" di musica, teatro, danza, mercatini e tanto altro conclusasi stamani all'alba, gli amministratori di Bertinoro gettano la maschera svelando il vero protagonista dell'edizione 2010 della Festa dell'Ospitalità: il vino di qualità. "Un vino, un territorio": ecco l'ambizione comunicata dal sindaco Nevio Zaccarelli al convegno "Verso il Bertinoro".

 

"Con la vendemmia di quest'anno - precisa l'assessore al turismo e alla cultura, Mirko Capuano - verrà prodotta un'anteprima che sarà pronta per essere degustata nel 2013. Nel frattempo stiamo predisponendo il disciplinare per il Sangiovese Riserva che prenderà il nome della nostra città". Da tutti i relatori intervenuti è comunque emersa l'importanza di caratterizzare il vino con il territorio in cui è prodotto.

 

"Un vino - ha sottolineato il presidente dell'Associazione nazionale "Città del vino", Giampaolo Pioli - racconta un territorio, la sua tipicità e ne diventa in qualche modo il biglietto da visita. Il territorio deve essere quindi all'altezza del suo vino". Sulla stessa lunghezza d'onda si è inserita la testimonianza recata dagli amministratori di Comporto, in provincia di Modena: i governanti della località emiliana, nella redazione del proprio piano strutturale comunale, hanno scelto di puntare sull'agricoltura e non su nuovi insediamenti industriali, al punto da realizzare la carta delle vocazioni viticole. Il convegno ha ovviamente dato l'occasione per fare il punto sull'iter di approvazione del disciplinare specifico per il Sangiovese Riserva che prenderà il nome di Bertinoro, e che ha già visto la costituzione di un consorzio composto dalle seguenti aziende vitivinicole locali: Bissoni, Campodelsole, Celli, Fattoria Paradiso, Giovanna Madonia, Tenuta La Viola, Villa Trentola e Uva delle Mura.

 

"Purtroppo - dichiara il vicepresidente del neonato sodalizio Mauro Sirri - i tempi della burocrazia sono addirittura più lunghi di quelli di una vite. Speravamo che la vendemmia 2010 potesse essere la prima per il Sangiovese Riserva, ma i timbri e le carte hanno avuto la meglio. Si tratta di un percorso iniziato nel 2005 e che giace tutt'ora al Comitato Nazionale Vini per l'ultima approvazione. Noi siamo pronti e con questa vendemmia creeremo ugualmente un Riserva che, nel 2013, dopo i tre anni di invecchiamento prescritti, rappresenterà una vera e propria anteprima".

 

Applausi convinti sono scaturiti da tutti i partecipanti al convegno, a partire da Gian Alfonso Roda, presidente dell'Enoteca Regionale, che si è complimentato per il nome prescelto, ma ha pure invitato i promotori a garantire la qualità del prodotto integrandola con una campagna di comunicazione adeguata. Anche per Giorgio Amadei, vice Presidente dell'Ais Romagna, la strada intrapresa è quella giusta. Per Thomas Brandl, grande esperto di vini e giudice di gara a concorsi internazionali di enologia, adottare un disciplinare per un vino che caratterizzi un'area di produzione è l'unica via percorribile per distinguersi e farsi conoscere in un mercato sempre più competitivo. Un disciplinare è solitamente molto restrittivo, ma permette di consolidare un percorso qualitativo.

 

"Il Bertinoro - ha concluso - non dovrà apparire solo come un buon vino, ma essere in grado di raccontare una storia, un territorio, un'emozione. Dovrà farsi ricordare, e mi sembra di capire che nella vostra realtà queste condizioni ci siano già tutte". "Produrre solo la Riserva - ha ripreso Sirri - è una scelta coraggiosa e di lungo termine, ma sarà sicuramente premiante per i viticoltori, per il territorio e per la sua economia". Il "Bertinoro" riposerà in cantina 3 anni, di cui almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia prima dell'immissione in commercio. La mattinata di lavori è terminata con la degustazione guidata da Giovanni Solaroli dell'AIS Romagna, di otto sangiovesi prodotti dalle cantine bertinoresi.

Piero Ghetti

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Mordens
    Mordens

    Mi sembra una mossa sbagliata per diversi motivi: - primo perchè Bertinoro di solito è associato all' albana - secondo perchè il sangiovese è un vino che si va a scontrare con i "mostri sacri" toscani - terzo perchè sangiovese in romagna è già associato a Predappio - qurto perchè il mercato del sangiovese è in calo in pratica cercano di conquistare spazi in un mercato quasi saturo

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