Visti dall'Australia, l'architetto Vestrucci: "Forlì non temere l'iper"

Visti dall'Australia, l'architetto Vestrucci: "Forlì non temere l'iper"

Visti dall'Australia, l'architetto Vestrucci: "Forlì non temere l'iper"

FORLI' - Forlì vista dall'Australia? Un puntino lontano, che però non deve aver paura dell'iper e deve puntare con decisione sull'aeroporto. Parola di Giuseppe Vestrucci, 34 anni, forlivese, architetto a Perth, in Australia, in uno dei maggiori network di studi di architettura al mondo, Hassell, il principale per Asia e Australia. A Vestrucci RomagnaOggi.it ha chiesto anche una ricetta per il centro storico. E lui risponde: "Più parcheggi e più aree pedonali".

 

A Forlì Vestrucci ha tutti gli affetti: la sua famiglia vive a Forlì, in zona Parco Urbano. Se ne andò dal "zitadon" nel 1997, quando partì per Firenze per studiare architettura. Poi si è trasferito a Londra, quindi a Milano e a Roma, collaborando con una tra le piu' importanti firme del design internazionale, Massimiliano Fuksas , come project architect e team leader. Attualmente vive a Perth. Lavora alla Hassell in qualita' di project architect e designer, ovvero segue il progetto dalla fase iniziale di concept fino al suo sviluppo finale, specializzato nel settore dell'ospitalità. Hassell è un network di 12 studi, tra i primi trenta al mondo, una sorta di Norman Foster dell'emisfero australe. La media e' di 160 architetti per studio e lui è uno di questi, approdato qui da Forlì.

 

Vestrucci, com è l'Italia vista da laggiù? Che dicono di noi?

Tutto assume un'altra prospettiva dall'estero. I problemi che il nostro paese, come tanti altri, affronta, sarebbero facilmente risolvibili con una maggiore dose di buon senso. Di noi e' riconosciuta e ammirata la grande determinazione e competitività. Nel complesso la visione dell'Italia è molto positiva ed è ancora una delle mete preferita dagli australiani per le vacanze.

 

Ma lei oltre che italiano è pure forlivese, come descrive ai suoi amici australiani la sua città?

Doto che qui la conoscenza geografica dell'Europa non e' sempre perfetta, spiego che sono nato a Nord di Roma o a Sud di Venezia.

 

Nostalgia di Forlì ogni tanto?

Vivo lontano da casa dal 1997, quando andai a studiare a Firenze e la nostalgia ormai non esiste più. Inoltre con le tecnologie a disposizione, oggi e' sempre più semplice mantenere i contatti. Uso moltissimo Skype ad esempio. A parte la scontata mancanza per la famiglia e gli amici, che rivedrò comunque ad Agosto, ora come ora mi manca il basket! Speriamo che la Fulgor-Libertas si salvi, la città lo merita.

 

Lei è un architetto, le facciamo una domanda per "giocare in casa". Cosa le piace dal punto di vista architettonico della città. Cosa non le piace, invece?

A Firenze ebbi come professore Adolfo Natalini, il noto architetto che ha progettato l'ex-area Bartoletti. Tenne una lezione su Forli', definendola un modello dal punto di vista della pianificazione urbana. In particolare fece riferimento agli assi principali che la definiscono, viale Roma, corso Repubblica e l'asse della stazione ferroviaria. Trovo interessante la definizione degli spazi urbani di Forlì, la successione delle sue piazze ed il modo in cui si distende lungo la via Emilia. La bellezza e unicita' delle citta' italiane e' che ad ogni angolo, puoi scoprire qualcosa di nuovo. Quello che non mi piace e' che non siano mai state sfruttare le potenzialita' di questa citta' e la mancanza di investimenti sull'aeroporto, senza il quale Forlì e' economicamente defunta.

 

Su un giornale specializzato di architettura parla del San Domenico, di Casa Artusi e del campus universitario. Dia un voto a queste tre opere...

San Domenico: voto 7-. Il 7 per aver portato a Forlì mostre importanti e creato un nuovo indotto. Il meno perché doveva far nascere una sinergia con l'aeroporto che però fino ad ora non ha trovato alcun riscontro. Casa Artusi voto 7. Il problema e' la valorizzazione del luogo dovrebbe andare oltre l'aspetto culinario. Campus...gli darei un 10 solo per l'importanza strategica che riveste, ma lo vedremo mai finito? Conosco bene i suoi progettisti e so che una volta ultimato sarà il polo universitario che Forli' merita. Il problema e' che in Italia gli appalti pubblici sono infiniti. Qui un cantiere di un grattacielo viene completato in 3-4 anni.

 

Segue RomagnaOggi e quindi conosce il grosso dibattito aperto su un centro storico in affanno. Se il sindaco le desse carta bianca cosa proporrebbe per risollevare il cuore della città?

Ho letto delle polemiche legate all'apertura dell'iper. In grandi citta' come Roma o Bologna, esistono almeno 10 Iper come questo. Ciò non ferma lo shopping nei centri storici, che e' un'esperienza più intima e di relax. Questa regola vale ovunque, a patto che si investa nel rinnovo dei centri storici, che non significa distribuire due panchine nuove ogni tanto e relegarli a un luogo per eventi culinari. Bisognerebbe valorizzare le piazze e gli assi pedonali, unendoli a dei segni urbani, come successioni di aree verdi di ritrovo. E servono più parcheggi. Il problema e' che non abbiamo più spazio in Italia: siamo un paese lungo e troppo stretto, mentre qui in Australia tutto e' immenso e la densità urbana di gran lunga inferiore. I parcheggi multipiano sono molto ben camuffati e spesso capita di scambiarli per edifici residenziali.

 

E del progetto di valorizzare l'architettura del Ventennio fascista, che ne pensa? Forlì ha finito di fare i conti col suo passato?

Ho passato tutte le scuole medie alla Pascoli e il liceo al Morgagni, giocando nelle palestre dell'Edera in quell'edificio color rosso scuro su viale della Stazione. Sono molto contento che ora lo stiano recuperando. Questi edifici, al di la' del contesto politico, costituiscono il linguaggio urbano di Forlì e di tante altre città italiane e non dobbiamo mai dimenticarli. Preferisco un vecchio palazzo ben restaurato, a uno nuovo ma totalmente estraneo al contesto urbano. Se le è mai capitato di fare due passi al quartiere EUR di Roma, capirà di cosa parlo.

 

Spesso si dice che le università italiane non sfornano laureati in grado di competere a livello mondiale, è così?

Mi permetto di dissentire. Quando si viene all'estero, ci si rende conto che il livello delle nostre facoltà e' mediamente piu' alto. Sebbene richiedano spesso piu' anni di quelle straniere per essere completate, garantiscono ancora un background culturale unico al mondo. Spesso durante gli anni universitari credevamo di studiare nozioni noiose o non importanti, ma venendo all'estero ci si rende conto che non era così.

 

Cosa consiglia agli studenti di Architettura romagnoli, molto studiano a Cesena. Possono sognare anche loro l'Australia?

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Consiglio di spostarsi all'estero domani stesso, perché il mercato italiano e' al momento fermo e perché all'estero c'e' molto più rispetto per la nostra professione. L'Australia ha molte opportunità da offrire. Ottenere una Visa 457 per skilled immigrants come la mia non e' semplice, ma non impossibile. Bisogna trovare una grossa compagnia disposta a garantirla e avere un profilo professionale avanzato, ma esistono anche visti più brevi per studenti o neo-laureati. Di sicuro quello che attira qui noi europei ora come ora, e' la prospettiva di salari molto più alti a parità di esperienza, con una minore pressione fiscale.

Commenti (11)

  • Avatar anonimo di Annibale II°
    Annibale II°

    forli è una piccola parte dell'italia e ne incarna più di altre il provincialismo. siamo dominati da grigi e mediocri burocrati, per non dire dei politici che meriterebbero la for.ca. spero e auspico per mio figlio un futuro all'estero in paesi nuovi e "giovani" dove non esista una gerontocrazia dominante e soprattutto si gestisca secondo il "buon senso" che da noi purtoppo sembra scomparso.

  • Avatar anonimo di settimo
    settimo

    puntare a iper e aeroporto per risollevare Forlì ? scusi sig Vestrucci ma mi faccia il piacere

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    Una cosa è sicura. Sulla nostra città non potremo mai essere contenti, dovremo solo accontentarci, si accontentarci perchè comunque si faccia ci sarà una parte a cui non andrà bene. Questa è l'essenza della politica che serve per amministrare una collettività con vedute diverse. Più ci si avvicinerà al centro di mediazione e meglio sarà per tutti.

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    il centro sarà stimolato a darsi una svegliata, anche se Forli non attira sicuramente investitori di grido come le grandi catene che ci possono essere per es a Ravenna Rimini o Bologna...e sopratutto il centro di Forli non vale una cicca sotto il profilo immobiliare e valorizzato solo da stranieri in baracche stile Agrigento. L'iper fa bene per molti versi...e invidio il nostro concittadino che vive lontanto da questa piccola e tormentata relata forlivese

  • Avatar anonimo di mau
    mau

    Prendiamo allora esempi di città piccole: Cesena ha l iper da molto piu te podi Forli e un centro storico molto più bello dal punto di vista commerciale; Viterbo ha 60 mila abitanti e due centri commerciali da almeno una decina d'anni ma i negozi del centro sono molto più belli di quelli del centro di Forlì. Ma soprattutto: a Forlì il centro storico è morto SENZA il centro commerciale, PRIMA del centro commerciale. Mi sa che fa bene, vista la mentalità imperante votata al lamentisismo di Forli,chi come Vestrucci resta ben distante

  • Avatar anonimo di franco61
    franco61

    xxx

  • Avatar anonimo di richibi
    richibi

    Natalini ha progettato l'Area Mangelli

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    Quante banalità e quante cose non vere, una su tutte l'architetto australiano dice che In grandi citta' come Roma o Bologna, esistono almeno 10 Iper come questo ??? forse l'australiano non sa che fra Bologna e Roma c'è la differenza di 2.400.000 di abitanti, Bologna ne conta 400.000 mentre Roma ne conta 2.800.000... a Bologna non ci sono sicuramente 10 iper come il nostro di forlì mentre a Roma ce ne saranna anche più di 10, del resto Forlì conta 110.000 abitanti rispetto ai 2.800.000 di Roma.... mi sembra Tremonti quando parla di conti pubbici...:-)

  • Avatar anonimo di FrancoSe
    FrancoSe

    Caro architetto, troppo facile sparare sentenze o dire banalità con il sedere dall'altra parte del mondo. Venga qua a Forlì, partecipi alla sua rinascita. La aspettiamo.

  • Avatar anonimo di Stefano S.
    Stefano S.

    Concordo con molte delle cose dette da Vestrucci. Sono stato in Australia per lavoro solo per poche settimane ma in compenso ho visto molte altre nazioni in tutto il mondo e perdonatemi se confermo che Forlì e l'Italia non meritano la MIOPE e PROVINICIALISSIMA classe politica che come dice Vestrucci potrebbe risolvere tanto di più con molto buon senso e meno interessi politici (diciamo così per diplomazia). In Nuova Zelanda, solo per fare un esempio, dove anche sono stato per varie settimane (1 sola camera Max due mandati) in un paese grande come il nostro e con un poco più di UN QUARTO di cittadini, e quindi si presume CONTRIBUENTI, si fa MOLTO, MOLTO di più per il bene dello stato e del cittadino. Un esempio stupido. Avete mai visto gli ispettori per il controllo dello stato d'uso e manutenzione delle strade in Italia? A Forlì poi ... ah! ah! ah! Certo quelli che guardano in alto gli alberi! ah! ah! ah! In NZ in tre settimane io li ho incrociati quattro volte. Have a nice day ...

  • Avatar anonimo di mau
    mau

    Condivido al 100 per cento le opinioni dell'architetto Vestrucci. Ecco, forse a Forlì bisognerebbe avere la capacitá di guardare i problemi da lontano per affrontarli e risolverli e non temere le innovazioni

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -