Yara Gambirasio, non si spegne il giallo del furgone bianco

Yara Gambirasio, non si spegne il giallo del furgone bianco

Yara Gambirasio, non si spegne il giallo del furgone bianco

BERGAMO - All'ottavo giorno di ricerche di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate di Sopra (Bergamo), gli investigatori possono contare su un numero sempre maggiore di volontari. L'area intorno alla cittadina a dieci chilometri dal capoluogo orobico è stata battuta in lungo e in largo. Ma fino ad ora le ricerche non hanno purtroppo dato alcun esito. Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni.

 

Molte di queste sono anonime. Nelle mani degli inquirenti non c'è alcun indizio utile. Venerdì gli uomini dell'Arma hanno ascoltato di nuovo decine di persone, nell'ambito dello sport, che conoscono Yara. Yara è stata vista l'ultima volta il 26 novembre alle 18,30 dalle istruttrici e dalle altre allieve di ginnastica ritmica con le quali si allena nel centro polisportivo di Brembate. Quel pomeriggio la 13enne non doveva allenarsi.

 

Si era recata al centro sportivo per portare uno stereo che sarebbe stato utilizzato per una gara prevista per la domenica successiva. Alle 18,44, quando doveva esser già rientrata a casa, il suo cellulare è stato utilizzato per rispondere ad un sms di un'amica che le ha chiesto se domenica avrebbe partecipato ad una gara. Alle 18,49 si sono persi i segnali del cellulare. L'ultima cella agganciata risale a Mapello, a pochi chilometri da Brembate.

 

I "cani molecolari", usati per le ricerche, hanno portato i loro addestratori prima verso un'uscita laterale del centro sportivo, in direzione opposta alla casa della ragazza, verso il comune di Mapello. Quindi in un cantiere di un centro commerciale in costruzione. I cani puntano con insistenza verso un deposito degli attrezzi. Nei giorni scorsi si sono moltiplicati gli avvistamenti di un furgone bianco a bordo del quale viaggerebbe uno o più molestatori.

 

Venerdì sono arrivate anche due segnalazioni non utili alle indagini. Quella di un boliviano che ha sostenuto di aver visto la ragazza scrivere u un muretto a Bruntino, frazione di Villa d'Almè, e quella di un passante che avrebbe visto un giubbotto nero gettato da un'auto in corsa. Ma nel primo caso la giovane non aveva l'apparecchio che Yara ha, mentre nel secondo l'indumento è risultato qualche taglia maggiore.

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