Yara, martedì i primi dati dell'autopsia

Yara, martedì i primi dati dell'autopsia

Yara, martedì i primi dati dell'autopsia

BERGAMO - Si conosceranno martedì mattina i primi dati sull'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate di Sopra e trovata morta sabato pomeriggio in un fondo incolto ai margini del comune di Chignolo D'Isola. L'esame è stato sospeso momentaneamente intorno alle 20 per la pausa cena. Dal primissimo esame autoptico sarebbero emerse sei ferite sulla schiena, sul collo e su un polso.

 

Tali sarebbero compatibili con armi da taglio. La ragazzina avrebbe anche lottato con l'assassino, prima di essere abbandonata nel terreno di Chignolo D'Isola, a pochi chilometri dal suo paese natale. Gli inquirenti nel frattempo stanno passando al setaccio le diverse vie di accesso al campo. Ci sarebbero almeno cinque strade per giungere sul luogo dove è stato trovato il cadavere. Gli investigatori sono convinti che l'assassino, o gli assassini di Yara, sono arrivati sul posto in auto con un furgone.

 

Inoltre si sta lavorando Gli inquirenti vogliono ora sapere chi ha condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. «Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro», dice un investigatore. Il particolare è fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente.

 

Nel terreno dove è stato trovato il corpo di Yara, le ricerche sarebbero state effettuate non in modo approfondito. Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli investigatori che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia.

 

Il particolare è importante per capire se la ragazzina possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente.

Gli inquirenti avrebbero accertato che le ricerche in quel campo furono condotte il 12 dicembre scorso da un gruppo di circa 15 persone che in quella giornata si occupò delle zone di Bonate Sopra, Terno D'Isola e Chignolo D'Isola.

 

Il gruppo di ricerche era composto da dieci volontari della Protezione Civile, due carabinieri e almeno un'unità cinofila. I ricercatori si sarebbero divisi in due diverse direzioni. Una che conduceva verso un'area di alberi, alle spalle del campo dove è stato trovato il cadavere della tredicenne, e una verso un torrente che scorre parallelo allo sterrato.

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