Zanzara Tigre, il piano per prevenire le malattie tropicali come Zika e Dengue

. Nell'ultimo decennio in Italia ed in Europa, si è assistito al progressivo aumento di casi importati ed autoctoni di alcune malattie acute virali di origine tropicali, tra cui la Dengue, Chikungunya e Zika

E' stato presentato il piano 2016 dell'Ausl di Forlì per la sorveglianza sulle malattie trasmesse dallazanzara tigre con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika. Nell’ultimo decennio in Italia ed in Europa, si è assistito al progressivo aumento di casi importati ed autoctoni di alcune malattie acute virali di origine tropicale. In alcune di queste arbovirosi, tra cui la Dengue, Chikungunya e Zika, l’essere umano rappresenta l’ospite principale mentre sono trasmesse da zanzare del genere Aedes.

LE MALATTIE - In Italia il vettore potenzialmente più competente è Aedes albopictus, meglio conosciuta come “zanzara tigre”, introdotta in Europa dal 1990 e attualmente stabile e diffusa in tutto il paese fino a quote collinari, soprattutto nei centri abitati, dove stagionalmente può raggiungere densità molto elevate. In Europa, dopo l’epidemia di Chikungunya verificatasi nel 2007 in Italia (con 217 casi confermati, prevalentemente nelle aree di Ravenna e Cesena), sono stati segnalati casi autoctoni sporadici di Dengue e Chikungunya in Francia, Croazia e nell’isola di Madera in Portogallo. In Italia, dal 2007 non sono più stati segnalati casi autoctoni, ma solo casi importati.

Al momento non si registrano in Europa focolai autoctoni del pericoloso virus Zika, ma vengono descritti casi di infezione in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche e casi sporadici di trasmissione sessuale autoctona (Argentina, Cile, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Perù, Portogallo - nella regione autonoma di Madera -, Stati Uniti e Canada).

IL PIANO DELL'AUSL - L’ Azienda USL della Romagna ha messo a punto tutte le azioni necessarie a dare attuazione al Piano Arbovirosi 2016 della Regione Emilia Romagna, che nella stagione estiva, periodo di massima densità delle zanzare, prevede di Identificare tempestivamente i casi importati e monitorarne l’andamento per la valutazione del rischio di eventuale trasmissione autoctona del virus E identificare precocemente eventuali casi di trasmissione locale.

Il medico di medicina generale che si trova di fronte a un caso sospetto deve segnalarlo immediatamente al Servizio Igiene pubblica territorialmente competente che si attiverà per l’effettuazione, al domicilio del paziente, dei prelievi necessari per la diagnosi di laboratorio e la conferma del caso. Infatti, se il paziente, come avviene solitamente in caso di Zika o Chikungunya, non necessita di cure ospedaliere deve restare in isolamento al proprio domicilio per il periodo di contagiosità (7 giorni dall’inizio dei sintomi). La malattia non si trasmette direttamente (con l’eccezione di Zika per il quale è stata dimostrata la trasmissione sessuale) per cui in questo periodo il paziente dovrà evitare di esporsi a punture di zanzara (evitare luoghi aperti e proteggersi con repellenti e zanzariere).

A seguito di segnalazione di un caso sospetto il Servizio Igiene Pubblica assicura l’adozione immediata delle misure di disinfestazione attorno al domicilio del caso, per ridurre il rischio di trasmissione locale: trattamenti adulticidi ripetuti per 3 notti consecutive nelle strade e negli spazi pubblici circostanti  e nelle aree verdi private, porta a porta,  in un raggio di 100 metri dall’abitazione del soggetto malato. I trattamenti vengono avviati immediatamente, senza aspettare la conferma di laboratorio, salvo sospenderli in caso di negatività. A partire dal 1 gennaio 2016 sono stati 28 i casi sospetti segnalati, ma solo 9 sono stati confermati dagli esami di laboratorio (4 casi di Zika e 5 di Dengue); l’elevato numero di segnalazioni rispecchia l’attenzione  e la sensibilizzazione dei medici e dei cittadini sul problema.
 
VIRUS ZIKA NEI VIAGGI INTERNAZIONALI - Al momento attuale ciò che preoccupa maggiormente le autorità sanitarie europee è il possibile emergere del virus Zika in Europa, anche se nessuno può sapere se l’aumento del rischio di trasmissione del Zikv, legato all’inizio della stagione estiva, si tradurrà effettivamente nel verificarsi di casi autoctoni nel continente europeo. Da ricordare che nel caso dell’infezione da Zikv, nonostante la principale modalità con cui si verifica il contagio sia la puntura di una zanzara infetta, è stata dimostrata anche la trasmissione sessuale, che può diventare a tutti gli effetti una via secondaria di diffusione del virus nelle aree epidemiche e non.

In particolare, sebbene l’OMS al momento, non raccomandi l’applicazione di restrizioni di viaggi e movimenti internazionali verso le aree interessate da trasmissione di virus Zika, si ritiene che, sulla base di un principio di estrema precauzione, sia opportuno consigliare alle donne in gravidanza, e a quelle che stanno cercando una gravidanza, nonché ai soggetti affetti da malattie del sistema immunitario o con gravi patologie croniche,il differimento di viaggi non essenziali verso tali aree. 
Presso i servizi di Igiene Pubblica sono attivi servizi di consulenza per i viaggiatori internazionali in grado di fornire tutte le informazioni aggiornate sulle misure di prevenzione necessarie in base alla meta e all’itinerario del viaggio. 

MONIITORAGGIO - Nel territorio regionale, per la stagione estiva, sono posizionate 2642 ovitrappole controllate ogni 14 giorni. Le ovitrappole della rete di monitoraggio regionale sono distribuite nel territorio di 254 Comuni rappresentanti il 76% circa dei Comuni regionali e nei quali risiede il 91% della popolazione regionale. Nel territorio di pertinenza dell’AUSL della Romagna sono monitorate in totale 969 ovitrappole distribuite nei 73 Comuni presenti nell’area.

Per l’ultimo periodo monitorato che riguarda le settimane dal 27 giugno al 10 luglio il numero medio di uova che risulta dalla lettura delle listelle si aggira attorno alle 350 per tutte le province. Guardando la media di riferimento, calcolata sui dati storici del monitoraggio dal 2008 al 2015, questo dato è in linea con l’andamento stagionale riferito a questo specifico periodo. Se invece si considera solo il 2015, dal confronto dell’ultimo periodo monitorato, la media per il 2016 risulta più bassa.

Il Dipartimento di Sanità Pubblica supporta Comuni e cittadini nelle attività di sorveglianza e lotta alla zanzara tigre seguendo le attività di monitoraggio sul campo ed eseguendo controlli di qualità dei tombini pubblici per verificare l’efficacia dei trattamenti antilarvali. Inoltre all’occorrenza effettua sopralluoghi e fornisce le informazioni necessarie per gestire situazioni particolari.

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