Bankitalia: ''Aumetano i disoccupati''

Bankitalia: ''Aumetano i disoccupati''

ROMA - Il debito pubblico italiano scende, a novembre, a 1.783,858 miliardi di euro da 1.801,685 miliardi registrati ad ottobre. E' quanto emerge dai dati pubblicati dalla Banca d'Italia nel supplemento al Bollettino statistico. Secondo i ricercatori di via Nazionale la situazione dei conti pubblici "è peggiorata", con un deficit-Pil che nel 2009 dovrebbe essersi attestato a 5,3%. Nel 2009 "l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche dovrebbe avere superato il 5%".

 

Un aumento, tuttavia, "significativamente inferiore a quello atteso per l'area dell'euro". L'incidenza del debito pubblico sul Pil, invece, crescerebbe di circa 10 punti. "Gli effetti - aggiunte Bankitalia Koch - sul disavanzo pubblico del peggioramento del quadro congiunturale sono stati attenuati dalla flessione della spesa per interessi".

"Gli interventi volti a ridurre i costi sociali della crisi e a sostenere la domanda, complessivamente stimati nell'ordine di un punto percentuale del prodotto, hanno trovato copertura in riduzioni di precedenti stanziamenti e con l'introduzione di imposte sostitutive una tantum", continuano i ricercatori di via Nazionale.

 

La crisi, secondo Bankitalia, colpisce pesantemente il mercato del lavoro, in cui circa 2,6 milioni di persone sono "non impiegate", tra disoccupati, lavoratori in cassa integrazione (Cig) e "scoraggiati". Nel secondo trimestre del 2009, "sommando i lavoratori in Cig e gli scoraggiati ai disoccupati, il numero di persone non impiegate, ma potenzialmente impiegabili, nel processo produttivo" raggiunge quota 2,6 milioni circa. E solo nel secondo trimestre 2008, subito prima del crack di Lehman Brothers, questa cifra era pari a 2 milioni.

 

A novembre, "il tasso di disoccupazione è salito all'8,3%, 2,4 punti in più rispetto al minimo dell'aprile del 2007". Ma "per valutare compiutamente il grado di utilizzo della forza lavoro disponibile, ai disoccupati vanno aggiunti i lavoratori in cassa integrazione guadagni e le persone scoraggiate, ovvero coloro che non cercano attivamente un impiego e sono quindi esclusi dal conteggio ufficiale dei disoccupati, pur avendo una probabilità di trovarlo analoga a quella di questi ultimi".

 

"Stimiamo - hanno sottolineato i ricercatori di Bankitalia - che, in questo concetto ampio, nel secondo trimestre del 2009 la quota di forza lavoro inutilizzata sia risultata superiore al 10% (10,2%), quasi 3 punti percentuali in più del tasso di disoccupazione (7,4%)". Malgrado l'Italia stia uscendo dalla crisi, la ripresa dell'economia nel prossimo biennio sarà debole, con una forte incertezza legata all'andamento della domanda mondiale e alla debolezza del mercato del lavoro. Il Pil aumenterà dello 0,7% nel 2010 e "accelererà" all'1% nel 2011.

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