Bce lancia l'allarme: ''Rischi per l'inflazione''

Bce lancia l'allarme: ''Rischi per l'inflazione''

ROMA - Nel 2008 è previsto un incremento del rapporto tra disavanzo e Pil, malgrado molti Paesi “non abbiano raggiunto solide posizioni di bilancio”. E' la stima della Bce nel bollettino mensile di gennaio in cui ipotizza "il rischio che alcuni Stati non riescano a soddisfare le disposizioni del meccanismo preventivo del Patto di stabilità e crescita compromettendo in tal modo la sua credibilità".

Nel bollettino mensile di gennaio della Bce si precisa che il tasso di crescita dello Iacp si è mantenuto al 3,1%. Di fronte al "perdurare di forti pressioni al rialzo sull'inflazione nel breve termine" il Consiglio direttivo della Bce "resta pronto a intervenire in via preventiva al fine di evitare il concretizzarsi di effetti di secondo impatto e rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi a medio termine e, quindi, a far sì che le aspettative d'inflazione di medio e lungo periodo rimangano saldamente ancorate su livelli in linea con la stabilità dei prezzi

L'incertezza riguardo alle prospettive di crescita "resta elevata e i rischi per l'attività economica sono al ribasso". Il Consiglio direttivo dell'istituto di Francoforte arriva a questa considerazione in merito alla possibilità che "la rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari abbia ricadute più estese del previsto sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia, esercitando un impatto negativo sulla crescita e a livello mondiale e nell'area dell'euro".

La Bce ha comunicato, inoltre, che i tassi di interesse sui nuovi mutui continuano a salire, arrivando in ottobre al 5,29%, ovverosia ben 6 punti base in più rispetto al mese precedente, 30 punti base in più rispetto a giugno e 50 in più su marzo 2007. La Bce ha evidenziato come i tassi sui nuovi prestiti a fini di consumo fra settembre ed ottobre sono scesi di 41 punti base.

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