Bce: ''Allarme per sostenibilità bilanci"

Bce: ''Allarme per sostenibilità bilanci"

Bce: ''Allarme per sostenibilità bilanci"

ROMA - La sostenibilità dei bilanci di alcuni paesi dell'area euro desta ancora "viva preoccupazione". Per questo motivo è necessario che tutti gli stati "portino avanti piani di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste". E' quanto ha sottolineato la Bce, rendendo noto che "i disavanzi attesi sono in qualche misura inferiori a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione formulate nella primavera 2010.

I disavanzi attesi in Germania, Lussemburgo, Cipro e Portogallo, spiega l'Eurotower nel bollettino di dicembre, "sono stati rivisti al ribasso di oltre un punto percentuale del Pil, sebbene da livelli molto elevati per gli ultimi due Paesi e, nel caso del Portogallo, in ragione principalmente di una considerevole misura una tantum. Disavanzi superiori alle previsioni di primavera sono attesi in Irlanda, Grecia e Slovacchia.

 

Ci si attende che il Lussemburgo registri un disavanzo inferiore al 3% del Pil. "E' essenziale che i Paesi Ue portino avanti piano di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste - evidenzia la Banca centrale europea -. Nei bilanci per il 2011 devono precisare interventi di aggiustamento credibili dei conti, incentrati sul lato della spesa".

La Bce, inoltre, si dice critica in merito alle proposte di riforma della governance economica dell'Unione europea concordate al Consiglio Ue di fine ottobre. "Non bastano ad assicurare quel salto di qualità" che chiede la Banca centrale europea. "Il consiglio direttivo - insiste la Bce - nutre timori sul fatto che nell'attuazione della sorveglianza delle finanze pubbliche non vi sia sufficiente automaticità".

Fra la fine dello scorso agosto e i primi di dicembre gli incrementi dei rendimenti di Italia e Grecia "sono risultati considerevolmente inferiori" rispetto a Irlanda, Portogallo e Spagna, ha rilevato l'Eurotower, osservando come anche dopo che il 28 novembre, quando è stato annunciato l'accordo per fornire assistenza finanziaria all'Irlanda, "il clima di mercato ha continuato a peggiorare".

In merito all'occupazione, l'istituto di Francoforte ha notato che "le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a stabilizzarsi negli ultimi mesi" ma "l'aumento della disoccupazione di lungo periodo è motivo di preoccupazione ed esige una risposta di policy efficace". Il numero di persone rimaste disoccupate per almeno 12 mesi, sottolinea la Bce, "ha subito un incremento del 30% nell'anno fino al secondo trimestre del 2010, a fronte di una crescita media del 4% registrata nel periodo 2008-2009".

La Bce ha suggerito, "al fine di ridurre la disoccupazione strutturale e il rischio di erosione del capitale umano associato ai lunghi periodi di disoccupazione", politiche intese a "promuovere la moderazione e la flessibilità salariale, insieme ad altre politiche attive per il mercato del lavoro, che rendano più efficiente l'incontro tra domanda e offerta e rafforzino l'attaccamento al mercato del lavoro da parte dei disoccupati di lungo periodo".

La Bce auspica quindi "l'urgente attuazione di riforme strutturali di ampia portata", misura definita "essenziale per migliorare le prospettive di una maggiore crescita sostenibile. Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività o che al momento soffrono di disavanzi nei conti pubblici e disavanzi esterni elevati".

 

Le previsioni della Banca centrale sulla crescita del Pil dell'area euro, elaborate dagli esperti dell'Eurosistema sulla base delle informazioni disponibili al 19 novembre scorso, stimano un intervallo compreso tra l'1,6 e l'1,8% nel 2010, tra lo 0,7 e il 2,1% nel 2011 e tra lo 0,6 e il 2,8% nel 2012.

 

Quanto all'inflazione, gli esperti dell'Eurosistema nei mesi a venire la collocano intorno ai livelli attuali "soprattutto a causa di pressioni esterne sui prezzi derivanti dalle materie prime". Il tasso di inflazione complessivo "si porterebbe in media all'1,5-1,7% nel 2010, all'1,3-2,3% nel 2011 e allo 0,7-2,3% nel 2012".

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