Bollettino di Bankitalia: per l'Italia crescita fiacca

Bollettino di Bankitalia: per l'Italia crescita fiacca

Bollettino di Bankitalia: per l'Italia crescita fiacca

ROMA - Bankitalia vede uno sviluppo "fiacco" dell'economia del Paese che non consente all'occupazione di decollare. Secondo quanto si legge nell'ultimo bollettino economico trimestrale, nel 2011 il Pil crescerà dello 0,9% (contro l'1,3% stimato dal governo), mentre nel 2012 dell'1,1%. Secondo gli economisti nel terzo trimestre del 2010 coloro che hanno cercato lavoro sono scesi dell'1,7% rispetto al periodo precedente. Il calo ha interessato soprattutto i giovani.

 

Anche la voce "consumi" presenta una crescita ancora modesta (+0,8% sia nel 2011 che nel 2012). La spesa delle famiglie sarebbe frenata dalla perdurante incertezza circa le prospettive dell'occupazione e dai minori trasferimenti nel settore pubblico, che accentuano la tradizionale tendenza al risparmio. Anche l'attività industriale stenta a crescere. Nel terzo trimestre del 2010, la ripresa del comparto manifatturiero ha perso vigore.

 

L'indice della produzione industriale ha registrato una crescita dell'1,3% sul periodo precedente contro l'1,7% nel secondo trimestre. Un andamento che conferma il ritardo con cui la produzione industriale sta risalendo verso i livelli precedenti la crisi nel confronto con le altre maggiori economie dell'area. A novembre, rispetto alla primavera 2008, l'attività industriale italiana è risultata inferiore di circa 18 punti percentuali contro 10 e 7 punti rispettivamente di Francia e Germania.

 

Sul fronte del fabbisogno 2010 che è diminuito "significativamente" di quasi 1,5 punti di Pil (a quota 67,5 miliardi di euro) grazie alla riduzione delle spese in conto capitale e alle entrate che hanno ripreso a salire "dopo la caduta del 2009". Il debito è invece salito (da 116 a 119% del Pil) ma in maniera inferiore a quello stimato per il complesso dei Paesi dell'area euro.

 

Per il triennio 2011-2013 la Banca centrale prevede "un ulteriore graduale miglioramento dell'indebitamento netto" per effetto della manovra triennale varata a fine maggio 2010: 119,2% del Pil nel 2011, 117,5% nel 2012 e 115,2% nel 2013.

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