Più regali sotto l'albero di Natale: si accendono le vie dello shopping

L’indagine ha inoltre monitorato la propensione degli operatori ad integrare la vendita in negozio con forme di vendita on-line. Dal 2013 ad oggi è raddoppiato (10% degli operatori intervistati) il numero di operatori che ha scelto di fare vendite on-line direttamente all’interno del proprio sito

Un Natale all’insegna della ripresa, che vede al primo posto la vendita di prodotti alimentari, e premia la qualità, la tipicità ed il Made in Italy, valori aggiunti dei negozi tradizionali. Questo quanto emerge, in sintesi, dall’indagine sulle vendite del periodo pre-natalizio realizzata da Confcommercio Emilia Romagna, tramite il centro studi Iscom Group, su un panel di imprese commerciali della nostra regione, del comparto alimentare ed extralimentare (abbigliamento, calzature, accessori, oggettistica, elettronica, telefonia, giocattoli, ecc.), per monitorare l’andamento delle vendite di questo Natale 2015 e gli orientamenti di spesa delle famiglie emiliano-romagnole.

In base all’indagine il 75% degli operatori intervistati dichiara vendite stabili (50%) o in aumento (25%). La percentuale degli operatori che evidenzia un aumento delle vendite rispetto a due anni fa è triplicata (25% del 2015 contro l’8% del 2013) ed è allo stesso tempo diminuito in questi tre anni il numero di coloro che registrano una diminuzione delle vendite.  Segnali positivi si colgono in tutti i comparti, in misura differente e non uniforme sul territorio regionale: sostanziale stabilità delle vendite nel settore abbigliamento (per il 60% degli operatori), e una tendenza all’aumento per il comparto dei beni per la persona (pelletteria, accessori, gioielli, ecc.) e per gli “altri beni” (piccola elettronica, oggettistica, libri, giocattoli). I segnali più confortanti arrivano dagli alimentari: in questo comparto infatti sale al 41% la percentuale degli operatori che hanno riscontrato, per questo Natale, un aumento delle vendite, a fianco del 53% che registra stabilità.

“Questi dati confermano che il Natale sta spingendo la ripresa dei consumi – dichiara Pietro Fantini, Direttore Regionale di Confcommercio Emilia Romagna - con una ritrovata propensione agli acquisti. E’ bello vedere come le vie dello shopping delle nostre Città tornano ad animarsi, così come è piacevole constatare che i negozi tradizionali sono ancora ai primi posti dei consumatori per le compere del periodo natalizio”. Sul fronte dei comportamenti di acquisto l’indagine evidenzia come, pur a fronte di un’attenzione ormai consolidata al prezzo da parte della clientela, sempre più attenta ed informata (51% degli operatori) e della tendenza ad acquistare regali utili (lo afferma il 18% del panel), significativo il fatto che l’8% degli operatori ha rilevato come quest’anno i clienti abbiano ricominciato a comprare le ultime novità e i nuovi prodotti – per cui sono disposti a spendere anche qualcosa di più – concentrando comunque gli acquisti prevalentemente sui doni Natalizi e rimandando a periodi successivi le spese personali. 

Per quanto riguarda i prodotti più venduti, ai primi posti per questo Natale ci sono certamente i prodotti alimentari, in particolare parmigiano e panettone, che soddisfano la ricerca della qualità e dell’utilità ad un costo contenuto ed accessibile; tra i prodotti di tendenza emerge la maglieria, insieme ai cappelli per quanto riguarda gli accessori. Molto ricercati i gadget e i giocattoli legati agli ultimi film o cartoni animati in uscita, come ad esempio la saga di Star Wars, i libri e le agende.  In aumento, rispetto all’anno scorso e in generale nel triennio, la spesa media per cliente, che si attesta a 102 euro circa per l’abbigliamento (+31% rispetto al 2014); ad 82 euro circa per gli altri beni persona (+15% rispetto al 2014); ad 35 euro circa per gli altri beni e a 22 euro circa per gli alimentari (in crescita del 30% rispetto ai valori di spesa dello scorso anno). 

“La grande attenzione delle famiglie a spendere bene, per prodotti di qualità, così come la ricerca del Made in Italy e della tipicità del prodotto – aggiunge Pietro Fantini – sono il tratto distintivo di questo Natale, che premia l’attenzione al servizio e alla clientela dei negozi tradizionali delle nostre Città, capaci di soddisfare consumatori sempre più informati ed esigenti. La vivibilità ed accessibilità dei nostri centri urbani sono, in questo scenario, fattori fondamentali per valorizzare il commercio tradizionale e per sostenere ed incoraggiare la ripresa”. L’indagine ha inoltre monitorato la propensione degli operatori ad integrare la vendita in negozio con forme di vendita on-line. Dal 2013 ad oggi è raddoppiato (10% degli operatori intervistati) il numero di operatori che ha scelto di fare vendite on-line direttamente all’interno del proprio sito, ed è nello stesso periodo triplicata la percentuale di coloro che intendono attivarsi a breve rispetto al canale dell’e-commerce, a testimoniare una sensibilità crescente del comparto per le opportunità che possono derivare da questa nuova formula di vendita.

Commenti (1)

  • Oggi ero a discutere con un personaggio importante della GDO... tutto questo incremento di vendite non lo vede neppure lui, ok io ho una piccola zienda faccio prodotti di nicchia ma nella GDO i prodotti sono tanti e le sue parole sono state :l'incremento è nella vendita delle offerte che fa numero ma non da guadagno. Ecco mi chiedo perche insistere nel raccontare una ripresa un ritorno a fare i regali quando nella realtà la ripresa non c'è ? chi ha una azienda tutto questo aumento di vendite e ripresa dei consumi non la vede, ho pensato fosse il mio prodotto ma oggi ho avuto il riscontro su un ampio spettro le uniche vendite aumentate sono quelle dei prodotti in offerta che non danno guadagno, un azienda quanto può sopravvivere facendo offerte? poco molto poco!

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