Conti pubblici, l'Ocse: ''Provvedimenti in atto potrebbero non bastare''

Conti pubblici, l'Ocse: ''Provvedimenti in atto potrebbero non bastare''

Conti pubblici, l'Ocse: ''Provvedimenti in atto potrebbero non bastare''

ROMA - L'economia italiana "ha superato la profonda recessione provocata dalla crisi internazionale e sembra diretta verso una graduale ripresa" di "forza incerta". E' quanto emerge dal nuovo "Rapporto sull'Italia" dell'Ocse, aggiungendo che sono necessarie "riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita, pur mantenendo nel contempo un contesto di bilancio stabile e orientato al risanamento, come correttamente è stato fatto durante la crisi".

 

Anche le politiche strutturali "dovrebbero rimanere prioritarie nell'agenda del governo. La liberalizzazione avviata nei servizi dovrebbe essere completata ed estesa ad altri settori, quali i trasporti e i servizi locali". "Consolidare le finanze pubbliche è più necessario che mai", scrive l'Ocse, e sottolinea che il Paese "dovrebbe continuare a implementare politiche di consolidamento dei conti pubblici nel prossimo futuro".

 

Vengono riconosciuti gli sforzi compiuti dal Governo ma si osserva anche che "a partire dal 2013, potrebbe essere richiesto un consolidamento", come "ulteriori tagli alla spesa e possibili interventi sulla tassazione". Una parte importante dei tagli alla spesa dovrebbe venire dal "congelamento degli stipendi pubblici e da minori trasferimenti alle regioni". Secondo il rapporto, il Pil italiano "non tornerà ai livelli precedenti alla crisi economica prima del 2013-2014".

 

Per l'Ocse "stimolare la crescita delle produttività e l'offerta di lavoro è dunque una priorità fondamentale". In particolare l'Ocse indica che l'agenda delle riforme strutturali dovrebbe incentrarsi sulla riduzione delle barriere amministrative e normative alla concorrenza, sul miglioramento dell'efficienza dell'istruzione superiore, sull'aumento dell'efficienza della macchina fiscale w sulla riduzione della proprietà pubblica.

 

L'Ocse ha chiesto al governo anche un orientamento dell'economia verso una crescita sostenibile per l'ambiente, riconoscendo comunque che "ha già preso importanti misure in questa direzione". "Sembra che l'esame lo abbiamo passato", ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della presentazione del rapporto.

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