Crescono ancora ma più lentamente le imprese straniere in Emilia Romagna

L’Emilia-Romagna è ottava per crescita. L’aumento delle imprese straniere è molto più rapido in Lombardia (4,2 per cento), analogo a quello regionale in Veneto (+2,6 per cento), mentre in Piemonte non è andato oltre l’1,6 per cento

A fine 2016 le imprese attive straniere raggiungono quota 45.803 (l’11,2 per cento del totale) con un aumento in un anno di 1.221 unità, +2,7 per cento. Segno rosso per le altre imprese che si riducono ancora (-1,1 per cento). In Italia l’aumento è più rapido (+3,3 per cento) e le straniere superano quota 514 mila e risultano il 10,0 per cento del totale, a fronte di una diminuzione più contenuta rispetto a quella regionale delle altre imprese (-0,3 per cento). Questi sono i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio (InfoCamere) elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Le imprese straniere diminuiscono solo in Sicilia (-0,3 per cento). L’incremento è più rapido in Campania (+8,7 per cento). L’Emilia-Romagna è ottava per crescita. L’aumento delle imprese straniere è molto più rapido in Lombardia (4,2 per cento), analogo a quello regionale in Veneto (+2,6 per cento), mentre in Piemonte non è andato oltre l’1,6 per cento.

La forma giuridica La tendenza positiva è data innanzitutto dalle ditte individuali (+723 unità, +1,9 per cento), nonostante gli effetti della crisi passata ne limitino l’aumento. Esse costituiscono l’83,0 per cento delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. Un altro contributo sostanziale è giunto dalla crescita molto più rapida delle società di capitale (+498 unità, +14,9 per cento), sostenuta dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa ha contribuito però alla riduzione delle società di persone (-1,3 per cento). Aumentano sensibilmente le cooperative e i consorzi (+6,7 per cento).

Negli ultimi cinque anni, il rilievo delle società di capitale è aumentato di 3,0 punti percentuali, ovvero oltre il 50 per cento, giungendo all’8,4 per cento. Al contrario il peso delle ditte individuali si è ridotto di 2,4 punti e di mezzo punto quello delle società di persone, sceso al 7,1 per cento.

Settori di attività economica. La crescita nei servizi (+1.102 imprese, +4,9 per cento), traina quella complessiva ed è determinata soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+428 unità, +3,8 per cento) di quelle dei servizi di alloggio e ristorazione (+278 unità, +6,9 per cento) e per la persona (+147 unità, 11,7 per cento). L’andamento è leggermente positivo anche nell’industria (+1,1 per cento) e le imprese straniere riprendono a crescere lievemente anche nelle costruzioni (+0,2 per cento), mentre l’agricoltura resta loro un settore marginale.

Negli ultimi cinque anni, anche per le imprese straniere, si è affermato il ruolo dominante dei servizi. La quota delle imprese attive nel settore è salita di 5,8 punti percentuali, e ha raggiunto il 51,2 per cento del totale. Nello stesso periodo, si è ridotto il rilievo di tutti gli altri settori. Il peso dell’industria in senso stretto è sceso di un punto al 10,4 per cento e il rilievo delle costruzioni è caduto di 4,8 punti percentuali al 36,9 per cento, anche se il settore resta il più importante per le imprese estere.

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