Crisi, l'Ue: ''tassare le banche''

Crisi, l'Ue: ''tassare le banche''

Crisi, l'Ue: ''tassare le banche''

ROMA - I Paesi dell'Unione Europea dovrebbero introdurre un "prelievo" sugli istituti finanziari per far sì che contribuiscano al costo della crisi. "Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato", ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel, sostenendo "l'idea sia una tassa sulle banche sia di una tassa sulle transazioni finanziarie". Il Consiglio Europeo intende inoltre rafforzare la parte sia preventiva che correttiva del Patto di stabilità e crescita.

 

Questo con possibili sanzioni o incentivi collegati al risanamento dei conti pubblici. L'idea di creare una nuova tassa a carico delle banche è sostenuto anche dalla Francia. Ma in particolare la Merkel vuole cercare una posizione comune dell'Ue in vista delle riunioni di capi di stato e di governo di G8 e di tutto il G20 a fine giugno in Canada. Oltre alle banche, Parigi e Berlino sembrano orientate a cercare di convincere gli altri partner europei a creare una nuova tassa anche sulle transazioni finanziarie.

 

Il prelievo sulle banche, si sottolinea nella bozza di conclusioni, dovrebbe comunque essere parte di un quadro "credibile". Per i 27 occorre quindi portare avanti con "urgenza" la valutazione sulle caratteristiche del prelievo e le questioni relative a "condizioni di parità" nella sua applicazione. Il vertice chiede quindi a Consiglio e Commissione di portare avanti i necessari approfondimenti e riferire nuovamente in materia al vertice che si terrà il prossimo ottobre.

 

Per quanto riguarda le procedure di sorveglianza sui bilanci pubblici, nella bozza si afferma che deve essere data "un'importanza di gran lunga maggiore ai livelli di indebitamento e alla sostenibilità" come previsto inizialmente dal Patto di stabilità e di crescita.

 

Nella bozza si legge ancora come nel mettere a punto nuove manovre "la priorità dovrebbe essere data a strategie di risanamento dei conti pubblici favorevoli alla crescita e imperniate soprattutto sul contenimento della spesa. Il miglioramento del potenziale di crescita dovrebbe essere considerato fondamentale per agevolare il risanamento dei conti pubblici nel lungo termine".

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