Tendenza negativa per le imprese giovanili: in Emilia Romagna sono 31.378

A fine giugno le imprese attive giovanili sono risultate 31.378, ovvero il 7,7 per cento delle imprese regionali. Gli effetti della passata crisi economica e della restrizione del credito continuano a pesare

In Emilia-Romagna, la base imprenditoriale giovanile continua a contrarsi più rapidamente rispetto a quanto avviene a livello nazionale. Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. Le imprese giovanili aumentano solo in Molise (+0,1 per cento) e in Trentino-Alto Adige (+0,7 per cento).

A fine giugno le imprese attive giovanili sono risultate 31.378, ovvero il 7,7 per cento delle imprese regionali. Gli effetti della passata crisi economica e della restrizione del credito continuano a pesare. In un anno, la base imprenditoriale giovanile regionale si è ridotta di 1.107 unità (-3,4 per cento), mentre le altre imprese sono solo lievemente diminuite (-0,2 per cento). In Italia la perdita è più contenuta (-2,2 per cento), le imprese giovanili sono 510.493 (pari al 9,9 per cento del totale).

La forma giuridica - La riduzione è da attribuire principalmente alla flessione delle ditte individuali (-951 unità, -3,8 per cento), ma il calo delle società di persone è molto più intenso (-10,1 per cento, pari a 269 unità). Evidente l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata di cui si avvantaggiano le società di capitale (+160 unità, +4,0 per cento).

I settori di attività economica - La crisi dei settori produttivi tradizionali ha colpito particolarmente le imprese giovanili, la cui riduzione continua a essere determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-849 unità, -10,6 per cento), a cui si aggiunge la contenuta flessione dell’insieme del settore dei servizi (-280 unità, -1,4 per cento), e la rapida caduta delle attività nell’industria (-163 unità, -6,5 per cento). Tra i servizi si segnala per ampiezza la riduzione delle imprese del commercio e per rapidità il calo di quelle dei servizi di informazione e comunicazione. L’unico contributo positivo sostanziale all’imprenditoria giovanile è venuto dall’agricoltura silvicoltura e pesca: +185 imprese, +9,5 per cento.

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