Demanio marittimo, Corsini: "Nuove norme per salvaguardare la qualità dell'offerta turistica"

L’assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini, d’intesa con il coordinatore in materia di Turismo della Conferenza delle Regioni Giovanni Lolli (vicepresidente della Regione Abruzzo), interviene così in vista dell’avvio del tavolo con Governo e Anci sulla riforma del sistema delle concessioni e dei canoni demaniali

 “Occorrono nuove norme per salvaguardare gli elementi di qualità dell’offerta turistico-balneare italiana nello spirito della tutela della concorrenza”. L’assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini, d’intesa con il coordinatore in materia di Turismo della Conferenza delle Regioni Giovanni Lolli (vicepresidente della Regione Abruzzo), interviene così in vista dell’avvio del tavolo con Governo e Anci sulla riforma del sistema delle concessioni e dei canoni demaniali, delle modalità di affidamento e del nuovo regime di federalismo demaniale.

“Considerata la disponibilità del Governo, recentemente espressa dal sottosegretario Pier Paolo Baretta, ad avviare un tavolo di confronto con Regioni e Anci sulla bozza di legge quadro sul Demanio marittimo - sottolinea Corsini - è utile definire in modo condiviso la posizione della Conferenza delle Regioni partendo dalle specificità delle varie realtà territoriali e, in particolare, lavorare per norme che tutelino gli investimenti fatti negli anni dagli operatori, assicurino la remunerazione del valore commerciale di mercato delle imprese e garantiscano un sostenibile processo di passaggio dal regime in essere a quello nuovo. E’ necessaria una completa e dettagliata ricognizione delle concessioni attive per evitare lo stato di crisi delle imprese turistiche balneari attualmente esercenti l’attività nelle aree demaniali marittime”.

Per l’assessore Corsini, infine, “è opportuno un incontro preliminare con Anci per valutare la possibilità di assumere un orientamento comune, così come sarà necessario approfondire gli orientamenti delle Regioni con le associazioni nazionali degli operatori balneari, un’opportunità che si lega alla volontà di salvaguardare un settore cruciale per il turismo, non solo emiliano-romagnolo, che raccoglie oltre 2.000 imprese e supera i 10.000 addetti”.

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