Draghi "Per la stabilità serve la crescita"

Draghi "Per la stabilità serve la crescita"

Draghi "Per la stabilità serve la crescita"

ROMA - Rigore ma anche crescita: sono fondamentali "per contrastare le tensioni sui mercati finanziari che colpiscono i paesi europei". E' quanto ha affermato il governatore di Bankitalia, Mario Braghi, in occasione della presentazione del nuovo rapporto sulla stabilità finanziaria. Al momento, ha evidenziato Draghi, le prospettive di crescita dell'Italia non sono brillanti. Nel 2011 il Pil crescerà "a ritmi inferiori alla media dell'area euro".

 

Le previsioni sono di un 1% circa per il 2010 e il 2011, e per una lieve accelerazione (+1,2%) nel 2012. Mentre "la dinamica del prodotto si prospetta sostenuta nei paesi emergenti e in via di sviluppo, moderata nelle economie avanzate", ha spiegato Draghi. Il governatore di Bankitalia ha evidenziato come sia positivo che gli intermediari finanziari italiani stiano uscendo dalla crisi senza aver subito troppi danni.

 

"La crisi ha colpito solo indirettamente le banche italiane, riparate da un modello di intermediazione fondamentalmente sano - basato sull'attività di intermediazione creditizia in favore di famiglie e imprese - nonchè da un quadro regolamentare e da un modello di vigilanza prudenti", ha detto Draghi.

 

In Italia, ha spiegato il governatore, "sono sei le ragioni per cui la crisi ha toccato in maniera sostanziale l'economia reale e in maniera marginale il sistema finanziario: la qualità dei bilanci delle banche, la solida base di raccolta, il basso indebitamento di famiglie e imprese, una bassa quota dell'attività di finanza rispetto al credito, un quadro regolamentare e di vigilanza molto prudente, un generale equilibrio".

 

Per tenere la stabilità, e promuovere la crescita, rimane fondamentale il ruolo dell'Euro. Bankitalia ricorda ancora una volta come l'Euro non sia in discussione: "Rappresenta uno dei maggiori successi dell'integrazione europea e ha portato benefici straordinari a diversi paesi".

 

Draghi ha quindi sottolineato "la buona tenuta complessiva dei mercati euroepei nonostante le turbolenze", dove i conti pubblici aggregati dell'area euro sono "migliori di quelli di altre aree" e dove l'80% del debito è in mano agli europei.

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