Fiat, Berlusconi: ''Con il no giusto lasciare l'Italia''

Fiat, Berlusconi: ''Con il no giusto lasciare l'Italia''

Fiat, Berlusconi: ''Con il no giusto lasciare l'Italia''

Si infiamma il dibattito politico sul referendum di Mirafiori. Ha acceso la miccia il premier Silvio Berlusconi: qualora venisse bocciata l'intesa tra Fiat e sindacati, "le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi". Il Cavaliere ha auspicato che la vicenda si concluda positivamente. Immediata la replica del leader della Cgil, Susanna Camusso: "sta facendo a gara con l'amministratore delegato della Fiat tra chi fa più danno al Paese".

 

"Non conosco nessun presidente del Consiglio che si augura che se ne vada il più grande gruppo industriale dal Paese. Se questa è la sua idea del Paese, è meglio che il premier se ne vada", ha detto Camusso. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, giudica "vergognose" le parole di Berlusconi. Il Cavaliere "è un irresponsabile", ha tuonato in una nota l'Italia dei valori, aggiungendo che sulla vicenda Fiat il premier "ha gettato definitivamente la maschera".

 

Si è detto d'accordo con la linea di Berlusconi il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: "Marchionne non è un santo e sta facendo delle forzature evidenti, mi auguro però che i lavoratori votino sì al referendum". Per il leader centrista se la Fiat dovesse abbandonare l'Italia "il suo esempio potrebbe essere seguito da altri, e sarebbe drammatico per il nostro Paese".

 

"La Fiat vuole fare degli investimenti e per questo chiede la governabilità delle fabbriche, non c'è alcuna lesione dei diritti", è il commento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Bisognerebbe denunciare per alto tradimento il presidente Berlusconi. E non è una battuta", ha detto il leader di Sel Nichi Vendola.

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