Fiat, Marchionne: "In 4 anni produzione raddoppia"

Fiat, Marchionne: "In 4 anni produzione raddoppia"

Fiat, Marchionne: "In 4 anni produzione raddoppia"

TORINO - "Lingotto II. Una ricostruzione creativa dopo la tempesta perfetta'. E' il titolo della presentazione del piano strategico 2010-2014 illustrato dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Un piano di investimenti in Italia da 26 miliardi di euro entro il 2014 ("pari a due terzi di quelli di tutti i business del gruppo Fiat a livello mondiale", ha evidenziato l'ad), più altri quattro in ricerca e sviluppo, per un totale quindi di 30 miliardi di euro.

 

Marchionne ha annunciato che il gruppo Fiat lancerà nei prossimi 5 anni in Europa 34 nuovi modelli, precisando che a questi si aggiungeranno 17 restyling. Di questi due terzi saranno realizzati da Fiat ed un terzo da Chrysler. Entro il 2014 Fiat e Chrysler venderanno in Italia 6 milioni di auto, "il minimo richiesto per essere un global player competitivo".

 

Con il progetto "Fabbrica Italia", il Lingotto prevede di raddoppiare la produzione di auto in Italia, portandola dalle 650mila unità del 2009 a 1,4 milioni di auto nel 2014, oltre a 250mila veicoli commerciali. Secondo il piano presentato da Marchionne, il 65% della produzione verrà esportato, contro il 40% del 2009. "Senza Chrysler il futuro di Fiat sarebbe stato quello di un attore marginale sulla scena economica", ha affermato l'ad.

 

Secondo le prospettive, nel 2014 i ricavi della 'nuova Fiat' comprensiva del contributo della Crhysler sono stimati in 104 miliardi e il margine di gestione si prevede arriverà all'8%. Marchionne ha poi affermato che "i sei stabilimenti Fiat italiani hanno funzionato ben al di sotto della loro capacità" ha detto poi Marchionne, preannunciando "misure correttive".

 

"Se continuiamo a lavorare così in sotto capacità non siamo sostenibili. Ci vogliono misure correttive - ha spiegato -. Dobbiamo ristrutturare la base industriale che ci consenta di raggiungere livelli ottimali in ogni stabilimento". "Gli accordi sindacali non sono più adeguati, dobbiamo ridefinirli", ha detto ancora l'ad. A proposito dello scorporo delle controllate industriali del gruppo Fiat, Marchionne ha spiegato che "non ci sono significativi ostacoli" di natura finanziaria.

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