Fiat, Marchionne: "La vittoria del sì non era scontata"

Fiat, Marchionne: "La vittoria del sì non era scontata"

Fiat, Marchionne: "La vittoria del sì non era scontata"

Lunga e interessante intervista dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, concessa al direttore di "Repubblica", Ezio Mauro. Marchionne rivela di non aver mai ritenuta scontata la vittoria del ‘sì al referendum: "chi è stato qui con me fino alle tre e mezza di notte, venerdì, sa che non ho mai dato il risultato per scontato. Anzi, le confido una cosa. Quando me ne sono andato a casa per provare a dormire (poi sono stato sveglio fino alle sei e mezza del mattino) ho lasciato sul tavolo due comunicati. Uno se prevaleva il sì. L'altro se vinceva il no".

 

Parole che la dicono lunga sulla preoccupazione con la quale il manager italo-canadese ha vissuto lo spoglio delle schede e l'esito della consultazione tra i lavoratori. A chi era scettico che la Fiat avrebbe davvero abbandonato Torino in caso di una vittoria dei "No", Marchionne risponde ribadendo il concetto: "Non c'è alcun dubbio. E non certo per una ridicola rivincita. Semplicemente, non avremmo avuto altra scelta".

 

Il direttore Ezio Mauro fa presente a Marchionne che la vittoria del Sì è stata possibile solo grazie al consenso degli impiegati. Una distinzione che non piace all'Amministratore delegato: "Possiamo esercitarci all'infinito, togliere i lavoratori alti, quelli bassi, quelli coi baffi. Conta il saldo, cioè il risultato, nient'altro".

 

Marchionne non nasconde di aver "sottovalutato l'impatto mediatico di questa partita, ho sottovalutato un sindacato che aveva obiettivi politici e non di rappresentanza di un interesse specifico, come invece accade negli Usa".

 

Per il manager con questo accordo "io lavoratore posso fare di più se mi impegno di più, guadagnando di più. E invece ha preso spazio la tesi opposta, l'entitlement, e cioè il diritto semplicemente ad avere, senza condividere il rischio. Ma questo va bene per uno statale, non per un'azienda privata che deve lottare sul mercato".

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